Il tempo che pensi ti serva per trovare la casa che cerchi

Se sei alla ricerca di casa, sopratutto se per te è la prima volta, potresti pensare di aver bisogno di un tempo inferiore a quanto te ne servirà davvero.

In questo video post, un fatto alla volta, ti racconteremo perché e ti parleremo anche di un'alternativa.

Le 3 cose che ti servono quando cerchi casa

Come direbbe il compiantissimo generale Jean Jacques De La Palice, cercare casa non è difficile, il difficile è trovarla ma per aiutare chi ci sta pensando, oggi abbiamo deciso di svelare i segreti del mestiere condensando tutti gli anni di conoscenza del mercato immobiliare che ci portiamo sulle spalle. E siccome non ci piace tirarla in lungo, lo facciamo in pillole.

Se pensiamo a cosa serva DAVVERO per cercare e trovare la casa perfetta non possiamo non considerare questi tre elementi:

  1. tempo
  2. idee chiare
  3. conoscenza del mercato.

Tempo, idee chiare e conoscenza del mercato sono gli ingredienti per trasformare una ricerca in un'operazione fruttuosa.

Se però sulle idee possiamo lavorare per fare chiarezza, se ci manca il tempo e/o la conoscenza del mercato immobiliare, c'è poco da fare.

E la fortuna?

La fortuna è aleatoria per definizione e statuto: ci può essere oppure no, ma non fa statistica, mai.

Ecco perché se ti manca il tempo, se non hai le idee chiare e se non conosci il mercato immobiliare ma stai pensando di comprare una casa nuova, la soluzione ha un nome e un marchio: DesideraRE Property Finding.

 

 

Riconoscere un professionista immobiliare. E sceglierlo.


Chi ha comprato casa almeno una volta nella vita, conosce bene la differenza che passa tra il potersi permettere (1) un immobile, e il potersi permettere (2) un bidone.

(1) Nel primo caso si ha una certa quantità di denaro a disposizione (frutto di anni di lavoro, passati o futuri) e la si investe in una proprietà che garantisca un ritorno economico nel medio-lungo periodo.

(2) Nel secondo caso, quello del bidone, si ha una cifra a disposizione (frutto di anni di lavoro, passati o futuri), la si versa tutta nelle tasche di qualcuno che la berrà tutta in Prosecco alla faccia nostra, costringendoci, con quel poco di liquidità che ci resta, a fare una bella scorta su Amazon di attrezzi per fare i buchi alle cinture, prima di inondare di debito buona parte del resto della nostra vita, per ripagare i danni, gli avvocati, le operazioni al fegato.

Prendere bidoni è un affare da ricchi. Lasciamolo a loro, questo delizioso hobby.

La quantità di cose che possono andare storte in qualunque fase della compravendita è infinita. E se anche tutto sembra essere andato nel verso giusto (e quando si dice SEMBRA è per questioni di fortuna e non di accurato controllo) niente esclude che un piccolo errore di valutazione si trasformi nel lungo periodo in un disastro mostruoso (e doloso... ma dimostrarlo è tutta un'altra storia).

E far passare più tempo ancora - di norma - significa spendere più soldi.

Chi vuole dormire sonni tranquilli la notte non ha che affidarsi a un professionista.
Riconoscere un professionista da un millantatore è una questione su cui ci siamo soffermati diverse volte in QUESTO BLOG.

Ma riconoscerlo non basta.
Bisogna sceglierlo.
Quello che blocca molti è l'aggiunta di una piccola percentuale a un budget già messo faticosamente insieme, una cifra che -magari - toglierà qualche giorno alle vacanze dell'estate prossima.
Ma, mettiamola così: con la giusta spesa in sicurezza, almeno l'estate prossima ci sarà ancora una vacanza.

Viceversa... chiedete a chi sta ancora pagando un bidone.

Come riconoscere un bravo professionista

- Senti, sul serio, me ne serve uno bravo.

- Definisci "bravo".

- "Bravo", cioè competente, serio e per serio non intendo serioso, ma serio, derivato da serius, che è il contrario del fuffologo, di quello che ti fa perdere solo tempo, che ti racconta scemenze, o prova a vendertela a tutti i costi, che manca gli appuntamenti, non si presenta, si spertica a raccontarti quante cose mirabolanti ha fatto e ti promette mari e monti e poi sparisce. E non ti azzardare a dirmi di chiederlo a Larry perché Larry dice solo quello che NOI gli facciamo dire.

- Scusa? Larry? Larry chi?

- Larry, Larry Page. Google, hai presente?

- Mpf, mi pare. E cos'è che dice Larry?

- Larry dice e fa vedere laqualunque, cioè qualsiasi cosa tu voglia che lui mostri. Basta saperci fare con i codici, i titolini H1, H2, e se poi aggiungi un po' di Adwords, qualche campagna Facebook mirata, due-tre parole chiave di quelle giuste, anche un imbecille (o para-imbecille) può risultare primo sui motori di ricerca ma non significa che lo sia sul serio.

- Stiamo sempre parlando di mercato immobiliare, vero?

- Sì, ma anche no: il ragionamento vale per tutti i settori, per tuttissime le professioni, i mestieri, le capacità. Un conto è APPARIRE come uno bravo, fra i migliori, il migliore, il leader, l'oro olimpico della categoria; un altro è ESSERLO per davvero.

-  Ce l'hai con chi è in alto nei motori di ricerca per caso? Te lo chiedo perché mi sento chiamata in causa visto che il mio sito è in altissimo, e mica solo in Italia...

- Non ce l'ho con chi è in alto nei motori di ricerca, né con te e poi tu fai la scrittrice quindi non c'entra.

- Ma se hai detto che, cito testualmente, anzi faccio proprio copia e incolla: "il ragionamento vale per tutti i settori, per tuttissime le professioni, i mestieri, le capacità". Quindi?

- Quindi seguimi. Tu sei nelle primissime posizioni e quando qualcuno cerca un editor o un ghostwriter salti fuori subito. Giusto?

- Dipende, ma sì, in linea di massima possiamo dire che è così.

- Okay. Quindi ti trovano, poi vanno sul sito, fanno un giro tra le pagine, guardano i tuoi VIDEI, plurale, come li chiami tu, e leggono. Da quello che trovano sul sito, si fanno un'idea di chi sei e di come lavori, o possono farsela, ma magari è falsa, un'immagine taroccata.

- Scusa?

- Falsa, taroccata, un'immagine farlocca. Siamo quasi al paradosso, visto che tu scrivi per altri, perché magari - e dico magari - anche il sito non è farina del tuo sacco e sta lì, cioè in alto, proprio perché hai pagato qualcuno per mettercelo, per scrivere le parole giuste, per girare i VIDEI giusti e promuoverli e bla bla bla. Mi segui?

- No, però ti precedo: il fatto di pagare qualcuno per fare qualcosa al posto tuo, non significa che tu non sappia farlo. Si chiama delega ed è quasi sempre una bella cosa. Invece, il contrario della delega, l'accentramento da ego ipertrofico, non lo è mai e fa un sacco di casini, soprattutto quando il tema è delicato, quando le competenze sono rilevanti.

- Fammi un esempio.

- Ti faccio un Excel di esempi, per cluster. Prendi tutti i mestieri che richiedono una formazione specifica di lungo corso (medici, statisti, property finder, enologi, scrittori, cuochi, commercialisti, ingegneri programmatori). Queste sono professioni che non si improvvisano, perché è roba che o la sai fare per davvero, o non te la puoi inventare.

- Perché no?

- Perché non funziona. Se scegli l'enologo sbagliato, il tuo vino farà schifo, tu non lo venderai, dovrai chiudere bottega. E se poi scegli il medico sbagliato, o il commercialista, non occorre che te le dica visto che dicono ci siano solo due certezze a questo mondo.

- La morte e le tasse?

- La lingua inventata per servire certi scopi specifici e la parmigiana di melanzane.

- Ora sono io che non ti seguo.

- Il fatto è che la lingua è stata inventata per servire certi scopi specifici, cioè funzionali e visto che è stata inventata da prima che ci facessimo la ceretta, direi che è ora di cominciare a usarla come si deve e a capirla. Gli strumenti per scegliere un bravo professionista ce li abbiamo tutti. Bisogna solo capire se ci va di usarli o meno.

- CONTINUA -

Cambiare casa fa paura anche a un AD

Cambiare casa non è mai facile e il solo pensiero può far paura. Anche a un Amministratore Delegato.

Questa è la storia di Guendalina, amministratore delegato di una multinazionale che sta pensando di cambiare casa e pur essendo preparata, colta, sveglia, ha un sacco di paure. Vediamo quali.

Vorrei cambiare casa ma:

  • ho paura di perdere tempo con la ricerca
  • ho paura di non sapere quale sia la casa giusta
  • ho paura di non trovare la casa giusta
  • ho paura di litigare con mio marito
  • ho paura delle sole
  • ho paura di comprare la casa sbagliata
  • ho paura di cadere dalla padella alla brace
  • ho paura di tutti quelli che vogliono vendermi il loro immobile
  • ho paura di essere sola contro il mondo.

Ripetiamo: Guendalina è preparata, colta e sveglia e le sue paure sono legittime.

Cercare casa è un’impresa e poi, come per ogni altro essere umano, anche per Guendalina, la paura deriva da ciò che non conosciamo oppure da qualcosa che ci ricorda un evento spiacevole (non necessariamente vissuto in prima persona).

Per uscire dal tunnel della paura, Guendalina può smettere di pensare a una casa nuova, oppure può delegare la ricerca a qualcuno che abbia le competenze per farlo. E poiché Guendalina è preparata, colta, sveglia, sceglierà la migliore offerta disponibile sul mercato.

In Italia, oggi, la migliore soluzione per trovare la casa perfetta ha un nome e un logo: DESIDERAre Property Finding.

Guendalina: E dove sono?

Voce fuori campo: Guendalina, abbiamo detto 4 volte che sei preparata, colta, sveglia. Non farci fare brutte figure…

Guendalina: Sono online?

Voce fuori campo: Lo dicevamo che sei una sveglia.

Quote rosa tra i Property Finder

Se un maschio dice che per mestiere fa felici i suoi clienti e che le sue tariffe sono alte così come le prestazioni gli diciamo Bravo! Se lo dice una femmina, facciamo Ohibò.

Se un maschio dice che per lavoro deve capire, interpretare e soddisfare i desideri di chi lo sceglie, ci leviamo il cappello. Se lo dice una femmina, alziamo il sopracciglio.

Se un maschio racconta che sono le donne a cercarlo, gli diciamo Sei un grande! Se lo dice una femmina, facciamo Apperò! E “Contenta tu”.

Se un agente immobiliare maschio batte i marciapiedi, è normale. Ma se lo fa una femmina…

Se un agente immobiliare maschio racconta di aver soddisfatto anche più di un cliente per volta, è un grandissimo professionista. Se lo dice la femmina, ehm...

- E le quote rosa?

- Le quote rosa?

- Sì, le quota rosa, hai parlato dell’agente modello base (l’australopiteco) e anche del dandy ma ancora niente sulle quota rosa e penso che magari le nostre quote rosa potrebbero restarci male e pensare che ne so, che non ci importi.

Ok. Fermati che ti spiego perché non abbiamo ancora parlato di quote rosa e perché NON ne parleremo.

Perché per come la vediamo noi non ha senso tirare in ballo una questione di sesso, non quando il punto è essere o meno professionali, avere più o meno (oppure affatto) sale in zucca, lavorare per il bene del mercato, fare le cose come dio comanda, trovare le case che i nostri clienti DESIDERANO.

NON:

farlo da maschi

né farlo da femmina.

Che poi il modo di lavorare di un maschio sia diverso da quello di una femmina, okay, ci sta magari perché una femmina deve andare a prendere i figli o i cani all’asilo (ma pure i maschi, eh),o perché una femmina deve cucinare (ma non ci risulta che i maschi non lo facciano), o, ancora, perché una femmina almeno tre giorni al mese è indisposta e allora sai, insomma, sono questioni biologiche… così come, per continuare con i luoghi comuni, le femmine sono multi-tasking per eccellenza e i maschi piagnoni.

Be’, signore e signori, fare l’elenchino .xls delle differenze tra i grembiuli azzurri e quelli rosa è un po’ come dire che qui una volta era tutta campagna.

Qui, qui dove sto io e pure là dove state voi.

Le differenze ci sono?

Forse sì e forse no.

Ma, credetemi, sono più i punti di contatto.

Ecco perché no, no e ancora no: non ci interessa proprio parlare di un modello di agente immobiliare femmina.

Anche perché se abbiamo puntato il faro sulla fenomenologia è - ancora una volta - per parlare e farvi pensare a un modo di intendere il mestiere che abbiamo scelto di fare nel modo che abbiamo deciso di seguire.

Il nostro mestiere fa sudare

fa battere il cuore forte

può perfino far girare la testa

e a volte pure altro,

ma no, non ha niente a che vedere con il sesso.

😉

Fenomenologia dell’agente immobiliare: il dandy

Ladies and gentlemen, per la seconda puntata della fenomenologia dell’agente immobiliare, oggi parliamo del dandy.

Fa l’agente immobiliare, sì, ma il suo è un mercato di nicchia, iper trendy, à la page.

Come ogni altro agente immobiliare, lui ha un patentino, ma il suo è placcato in oro e tempestato di pietre preziose.

Pochette nel taschino, camicia sartoriale con iniziali nearby the belt, gemelli e paltò da prima linea, per essere tale, il dandy deve aver pubblicato almeno un libro, ricevuto una dozzina di interviste su magazine quali Millionaire e GQ, avere un seguito su Instagram da diverse migliaia di follower con tanto di Insta-ufficio delocalizzato a Nuova Deli per la suddetta pubblicazione.

Ha un accento decisamente autoctono, ma parla inglese e ti accoglie con anglicismi che mentre mettono te lievemente a disagio, fanno del bene all’ego di lui che cresce e lievita di vetrina in vetrina (perché ci si specchia dentro).

Va in palestra, fa pilates, beve succhi allo zenzero decorticato e sedano rapa detox.

Se gli chiedi di trovarti la casa perfetta e hai un budget a meno di sei zeri, non sei in target.

Se invece lo superi, diventi il suo migliore amico.

#bestfriendforever

Ma sappi che il dandy è impegnato, impegnatissimo e difficilmente riuscirà a trovare il tempo per dedicarsi a un clientucolo come te, per quanto - ormai - siate legati da una certa affinità eco-affettiva che per altro sente solo lui.

Perché tu che magari sei Irina Palmanova in cerca di superattico su piazza di Duomo di Milano, sei e sarai solo UNO dei suoi mille impegni in agenda.

La fenomenologia dell’agente immobiliare è offerta da DESIDERAre Property Finding.

Fenomenologia dell’agente immobiliare: l’australopiteco

Gli agenti non sono tutti uguali.  Come per i pesci in mare, per gli uccelli in cielo, e gli animali in terra, anche questa specie è infatti ricca di varianti.

Da quando il primo australopiteco trovò la prima grotta per i vicini di clan, quello dell’agente è forse il mestiere più antico del mondo. Ben più di quell’altro di cui si parla fin troppo spesso.

Oggi parliamo del capostipite: l’australopiteco degli agenti, ovvero di colui che da sensale nel corso dei secoli è diventato prima mediatore e poi parte di un albo abilitato da un patentino.

Come animale tipicamente urbano, nasce e vive vicino ai centri abitati perché si nutre di case, immobili, box auto e locali commerciali.

Il suo rifugio è spesso un antro oscuro, il mobilio è vecchio, l’aroma ricorda la naftalina.

Caccia dal lunedì al venerdì, armato di carta, penna e conoscenze.

Essendo anziano, anzi:nascendo anziano, l’australopiteco degli agenti sta lontano dalla rete che considera pericolosa e perniciosa.

Sceglie le sue prede fra amici e parenti arrivando a cercare case per l’intera genealogia; è il più autoctono degli autoctoni e come stanziale, una volta occupato un territorio, difficilmente si sposta.

Per far parte della fenomenologia, gli è poi richiesto un abbigliamento specifico: scarpe solide, punta in vista, giacche abbondanti e cravatte pari requisiti.

Quella degli agenti è una razza antica che nel corso dei millenni ha fatto passi da gigante.

Dopo l’australopiteco, sono molte le varianti e nelle prossime puntate vedremo gli anelli di congiunzione tra l’australopiteco e il property finder.

Restate con noi.

 

I feedback dei clienti di Desiderare Property Finding

- Gli altri le mettono, perché noi no?

- Ma cosa?

- Le referenze, i feedback, i messaggi dei clienti entusiasti per il servizio ricevuto.

- Sicuro siano tutte vere?

- Eh, no, non lo so, ma ce le hanno tutti.

- Ripeto la domanda: sicuro che siano vere?

- In effetti, soprattutto se penso a: "Mario, imprenditore di Vigevano", "Asdrubale, ristoratore di Castellammammeta" e "Guendalina, manager Tupperware di Torino"...

- Fanno ridere, vero?

- Parecchio.

- Ecco perché noi non le mettiamo.

 

Property Finder DESIDERAre: per molti, ma non per tutti

La settimana scorsa abbiamo visto una signora dire addio al professor Sigmund dicendogli che non si sarebbero più incontrati.

«Non ho più bisogno di lei» - diceva - «perché adesso ho scoperto che esistono i property finder. Quindi per trovare la casa perfetta non mi serve più venire in analisi.»

Eppure nella puntata di oggi la ritroviamo sullo stesso divano, più arrabbiata che mai perché i property finder che ha incontrato le hanno gentilmente fatto sapere che non la seguiranno.

«Non mi vogliono.» - racconta, disperata.

«Mi hanno detto di no!».

Se volete scoprire perché, accomodatevi e gustatevi il video ma, attenzione, negli ultimi secondi, c'è uno scoop. Occhio a non perdervelo.

 

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