Ghostwriter a la plage, lusso, vacanze, property finding e le meraviglie della delega

>No, no, non stavo scrivendo.
>No. Non stavo nemmeno girando un video.
>Mi stavo togliendo i sandali.
>Come perché? Tu fai il bagno con i sandali?
>Sì, stavo per fare il bagno.
>No. Non nella vasca, in mare.
>No che non sono al lavoro. So che suona strano, ma sono al mare.
>In vacanza, sì.
>No, non ho post da scrivere per Desiderare.
>Ma no che non mi hanno licenziato, è che i post per Desiderare sono già in bozza.
>Sì, sono al mare, ma i post sono nel server e c’è qualcuno che mentre io faccio su e giù per il bagnasciuga si assicura che vadano online, controlla i tag, mette le fotone… così io posso rilassarmi e…
>Si chiama lusso.
>No, e poi #lusso non è solo essere in vacanza, ma poter delegare a qualcuno che non mi tradirà, che farà il suo dovere per bene, e lo farà perché ne è capace, ne ha le competenze, la motivazione, il tempo… così a me resta il tempo per godermi la spiaggia, il sole, il mercato di domani mattina, tutto quello che mi va di fare. Un po’ come, immagina, essere in vacanza mentre qualcuno sta cercando casa per te, fa le indagini, visita un immobile dopo l’altro, e ti chiama e ti scrive solo per dirti che l’ha trovato e che è perfetto…
>Come chi? I property finder di DESIDERAre, ovvio e adesso scusa ma devo proprio andare.
>A fare il bagno. sono passate 4 ore dalla bouillabaisse la mamma dice che adesso si può.
>Due domande? Addirittura? Cosa vuoi sapere?
>No, non sono in vacanza con la mamma ma sì, mangio la bouillabaisse per colazione.
>Au revoir, mon chéri, à tout à l'heure.

Aste: l’affare del secolo?

Sui siti immobiliari gli annunci le aste sono in crescita e c’è chi dice, poffarbacco!, che si possa addirittura comprare casa senza soldi.

Ripetiamo: c’è chi dice che si possa comprare casa senza un euro. E mica solo lo dice, ma ci fa perfino i corsi. Ci scrive i libri. E non conta che la penna che scrive i libri non sia quella che li firma, ma conta sapere che non è la mia.

Dicevamo.
... Tiene seminari, vende giornate di training.
Non ci credete?

Chiedetelo a Larry Page, uno dei due fondatori di Google (l’altro è impegnato a diventare immortale).

In ogni caso vi risparmiamo la fatica e ve lo diciamo chiaro e tondo e senza giri di parole.

Non è vero.
O non lo è in senso assoluto.

Spieghiamoci meglio.

Per comprare casa serve denaro. Così come per ogni altro acquisto.
Chi racconta che si possa fare senza soldi è perché si riferisce non a una “magia” (che sarebbe comunque più onesta) ma a un nuovo incredibile mercato. Quello del saldo e stralcio alla bibidi-bobidi-bù che riassunto in poche righe/byte/mega sta per:

  • trova un essere umano sul lastrico, seppellito dai debiti ma con la casa che ti interessa;
  • scopri quanto deve a chi e perché;
  • riduci i suoi debiti e fa in modo che la casa vada all’asta;
  • compra la casa senza averla pagata;

Tadaaààà! Magia.
Il gioco è fatto. Okay?

No.

La verità è che il saldo è stralcio è un mondo difficile che richiede competenze. Che il mercato delle aste è più complicato, movimentato e variopinto e oscuro di quello della fiera dell’est. Che la crescente popolarità del suddetto mercato attira un sacco di predatori, sciacalli inclusi. Che a fronte di pochi pochissimi operatori seri, capaci, competenti (che ci sono e se vi va ve ne possiamo parlare), là fuori è buio e nel buio inciampare è facilissimo.

Quindi?

Se proprio vi interessano le aste, almeno assicuratevi di scegliere qualcuno che sappia come gestirle.
Diffidate dalla promesse miracolose.
State alla larga dai predatori.

E come sempre, scegliete qualcuno che sappia come muoversi perché l’unica vera certezza per “fare l’affare del secolo” è evitare le sòle.

Capire il vero valore di un immobile

>> Ho bisogno di capire il valore reale di un immobile.

Facciamo una premessa.

Il valore di un immobile dipende da fattori specifici. Alcuni di natura oggettiva: aspetto, finiture, zona, metratura e ancora anno di costruzione. Altri di natura squisitamente soggettiva.

Ovvero?
Ovvero il valore di uno stesso immobile cambia al variare dell’osservatore.
Ovvero?
Se l’osservatore - cioè chi stabilisce il valore - è il venditore dell’immobile, quell’immobile non sarà più solo un immobile (da vendere), ma magari il ricordo di una vita, la casa in cui è nato o quella che ha comprato con la prima - insostituibile e poi per fortuna sostituita - moglie.
Se l’osservatore (che ripetiamo è chi stabilisce il valore dell’immobile) è il compratore, per quanto possa raccontarsi/ci/mi/pi/ti di essere oggettivo nelle sue valutazioni, sarà portato a sminuirle.

Parliamo di affari, giusto?

Se sto pensando di comprare casa tua, è umano che io cerchi di fare un affare…

E se l’osservatore è un esterno?
Dipende dalla posizione dell’esterno.
Da con chi sta l’esterno, con chi lavora, per chi…

Se lavora per tutte e due le parti, compratore e venditore, quasi sempre significa che lavora più per se che per te…

Deve chiudere, ragazzi, e deve farlo in fretta.

Quindi? C'è un modo per capire il vero valore dell’immobile che vorrei comprare?
Sì. scegliendo di avere al fianco un professionista che lavori per te e solo per te.

 

Le 3 regole per vendere casa

Vendere casa è un’impresa in senso letterale e in senso astratto perché richiede capacità imprenditoriali, costa fatica, tempo, risorse.

Come ogni altra impresa anche vendere casa ci espone a una serie di rischi diversi a seconda del momento, della situazione, delle nostre competenze e il rischio imprenditoriale è il delta che ci ripaga quando facciamo le cose per bene, quando curiamo ogni fase della vendita - dal prezzo alla scelta del target (i potenziali acquirenti), dalla comunicazione (quali canali, quali parole, quali immagini) alla presentazione della casa, dalla negoziazione, al rogito - cum grano salis.

Dire che la prima regola per vendere un immobile è avere un bell’immobile da alienare può sembrare un truismo, come dire che se il generale La Palice non fosse morto sarebbe ancora vivo, ma non lo è perché quello che piace a noi potrebbe non piacere al mercato (i nostri potenziali acquirenti) e non incontrarne il favore.

Anche stabilire il prezzo di vendita non è facile: il valore che diamo noi alla nostra casa non può essere oggettivo perché quella di cui parliamo è casa nostra, l’abitazione che abbiamo scelto, comprato o ereditato, il nido che abbiamo vissuto. Così come l’immagine nella nostra testa è diversa da ciò che vedono i compratori. Ed è ancora un’altra rispetto a quello che può vedere un professionista.

La seconda regola per vendere casa (=compiere l’impresa della vendita massimizzando i profitti e minimizzando i rischi) è affidare l’incarico a un agente immobiliare che collabori. Ovvero che abbia una rete di contatti con altri agenti e agenzie in modo da centuplicare le possibilità di successo.

Anche qui possiamo pensare che sia solo buon senso (e in effetti…) e che la collaborazione sia alla base di ogni mercato, soprattutto di quello immobiliare, ma la verità è che il professionista giusto è quello che può permettersi il lusso di dedicarsi a noi in esclusiva o quasi. Quello sbagliato è l’agente che per sopravvivere deve gestire decine, centinaia di operazioni in contemporanea.

Il primo costerà più del secondo, ma ci risparmierà rischi, tutelerà i nostri interessi, e non avrà fretta di chiudere un accordo pur di incassare le provvigioni da tutte e due le parti.

Parlando di professionisti la tentazione può essere poi anche quella di evitarli e optare per il fai-da-te, magari con qualche annuncio gratis in rete, o un post da far girare sui social. Magari per risparmiare le provvigioni, ancora prima di sapere di quanto si parli.
Ma il fai da te bisogna saperlo fare e nel caso di una vendita - così come di un’impresa - servono competenze specifiche, serve tempo, servono capacità negoziali e conoscenze.

Scegliere di incontrare un agente 2.0, uno che ha sposato l’approccio del property finding, ci semplificherà la vita e ci permetterà di:
- dare un valore affidabile e sensato al nostro immobile;
- orientarci con i documenti da produrre;
- migliorare la presentazione della nostra casa;
- non impazzire con decine di visite inutili;
- concludere la trattativa nel nostro esclusivo interesse.

 

Casa al mare: 7 buonissime ragioni per NON comprarla

Comprare o non comprare una casa al mare?

Avendo già parlato dei pro - qui - ora tocca ai contro.
Di motivi per NON comprare una casa al mare, ne abbiamo trovati 7, in ordine crescente di rilevanza.

Motivo n. 1 per non comprare una casa al mare

Stessa spiaggia, stesso mare.
Una casa al mare può essere bellissima, così bella da togliere il fiato ma per quanto bella possa essere il primo anno, lo sarà un filo di meno il secondo e poi il terzo e avanti a scendere. L’uomo*per non parlare della donna* è un animale che si stanca in fretta e quello che ci piace da morire oggi è facile che domani diventi abitudine e dopodomani fonte di grattacapi.

Motivo n. 2 per non comprare una casa al mare

Stessa spiaggia, stesso mare. Ancora?
Qualunque sia la location scelta per l’acquisto della casa al mare, quella è e il rischio è doppio: se l’ambiente cambia, potrebbe non farlo in meglio. se non cambia, potremmo stufarci.

Motivo n. 3 per non comprare una casa al mare

Senza casa al mare, possiamo dire no-grazie all’effetto Lexotan (ovvero il tranquillante naturale di chi ce l’ha e non va in ansia per le vacanze) e andare avanti a farci venire i sudori freddi da luglio in poi (perché sudare fa bene al sistema endocrino e se il sudore è freddo funziona anche come anti-afa).

Motivo n. 4 per non comprare una casa al mare

Quanto è pura l’avventura.
Qualunque sia la nostra età, profilo, carriera e status, per una volta possiamo decidere di scoprire il fascino dell’avventura. Ovvero: partire e basta senza uno straccio di piano visto che di quelli ne abbiamo piene le scrivanie tutto il resto dell’anno.

Motivo n. 5 per non comprare una casa al mare

Prendere il sole, oppure le sòle?
Non comprare una casa al mare evita di investire risorse lontano da casa e poi doversene occupare e preoccupare.

Motivo n. 6 per non comprare una casa al mare

Scegliere una casa al mare è un rischio per chi non conosce il territorio come e meglio delle sue tasche, per chi di mestiere non fa l’agente immobiliare in loco, per chi non ha rapporti privilegiati e di lungo corso con gli autoctoni.

Motivo n. 7 per non comprare una casa al mare

Non avere a portata di mano (o di clic) una rete di property finder che possa aiutarci a scegliere se comprarla o meno, e proprio lì dove pensavamo, ed esattamente quella che sogniamo noi.

Se invece la rete c’è, e noi continuiamo a DESIDERAre la nostra casa al mare, i property finder potranno aiutarci a:

  • sciogliere i dubbi (in modo molto più serio di quanto non faccia chi scrive qui);
  • identificare le nostre priorità e i bisogni;
  • trovare l’immobile perfetto;
  • sollevarci dai rischi;
  • evitarci perdite di tempo, soldi, capelli e altre risorse.

CASA AL MARE: 7 buonissime ragioni per comprarla

Comprare oppure no una seconda casa?

In questo post vediamo le ragioni a favore di un acquisto in riviera.

Motivo n.1 per comprare casa al mare: sfruttare l’effetto Lexotan diretto

Possiamo dire addio all’ansia da fine luglio, quella che assale i ritardatari di tutto il mondo a un soffio dalle vacanze e che poi comporta sessioni di estenuante ricerca online, conduce a scelte frettolose/obbligate e invece di condurci a scenari alla Laguna Blu, manda noi e le nostre vacanze a Patrasso.

Motivo n. 2 per comprare casa al mare: approfittare dell’effetto Endorfina

Senza ansia, possiamo smettere di litigare con la nostre metà della mela, quadrupedi inclusi, sulla meta, sulla durata, sulle stelle che uno dei due pretende e sulle stalle che chi prenota rischia - ahinoi - di trovare.

Motivo n. 3 per comprare casa al mare: usare a nostro vantaggio il surriscaldamento del pianeta

Se scegliamo una casa in doppia R di “Ragionevolmente Raggiungibile”, possiamo usarla da maggio a settembre (inoltrato)

Motivo n. 4 per comprare casa al mare: i cittadini e i vicini

Possiamo dire basta ai fine settimana in città in mezzo all’afa, alle facce pallide dei nostri concittadini, e a quelle non sempre concilianti del vicinato.

Motivo n. 5 per comprare casa al mare: gestire, invitare e zittire parenti serpenti e amici-amici

Anche noi, possiamo dire “Venite quando volete” a tutti gli amici-amici che fino a ieri ci chiamavano per farci sapere di essere già in macchina, diretti verso la casa al mare. Parenti inclusi.

Motivo n. 6 per comprare casa al mare: investire sul peso del mattone

Anche con i mercati che vanno su e giù, anche con la crisi che sembra passata ma invece  no, anche senza essere avidi speculatori, comprare una bella casa in un buon contesto è sempre un investimento intelligente.

Motivo n. 7: godere della leggerezza della delega

Sapere che per trovare una casa lontano da casa basta scegliere il property finder giusto, moltiplica per dieci il risultato e gli effetti dei motivi dall’uno al sei ovvero ci assicura di fare la migliore scelta possibile.

I property finder esistono e risolvono problemi

Prima di conoscere DESIDERAre Property Finding non sapevo che esistesse la loro professione, né - ça va sans dire - cosa facesse un property finder, a chi servisse, per rispondere a quale bisogno. Eppure ero abbastanza sicura di conoscere il mercato immobiliare: avevo quasi quarant'anni, alle spalle una carriera come dirigente, sulle spalle e dentro le sinapsi tutto il peso di una laurea in economia, un praticantato da commercialista e - dettaglio da non sottovalutare - una sorella che seguiva gli interessi (nonché soprattutto gli immobili) di un paio di latifondisti. Ma non basta perché prima di compiere i trentadue anni avevo già comprato una casa di quelle che si vedono sulle riviste di arredamento, l'avevo rivenduta quattro anni più tardi e da lì in poi ne avevo cambiate quattro o cinque (di case, non di riviste). Avendo incontrato dozzine di agenti immobiliari, visto, valutato e schedulato centinaia di immobili, ritenevo quindi di conoscere tutto quello che c'era da conoscere sul mercato immobiliare e sui suoi operatori.

Poi, un bel giorno, nella primavera del 2016, ricevo una mail cui segue una telefonata da un signore gentile e compito che mi riferisce di essere in cerca di qualcuno che si prenda cura del loro blog. Superati i convenevoli, mi chiede se conosca la sua professione, io gli dico di no e gli chiedo di spiegarmelo.

- Un property finder viene scelto da chi sta cercando casa e non ha tempo da perdere. - mi dice.

-  E cosa cambia rispetto a un agente tradizionale? - chiedo.

- L'approccio: l'agente propone al cliente le case per le quali ha un mandato di vendita, il property finder va alla ricerca dell'immobile perfetto per il cliente che ha davanti.

- Mmh. Interessante, - faccio io - ma in pratica?

- In pratica l'agente cerca di venderti quello che ha, il property va a cercare quello che ti serve. In questo modo, ti solleva dalla ricerca facendoti risparmiare tempo e risorse, e fa i tuoi interessi e solo i tuoi.

- Cioè lavora per me e solo per me, ho capito bene?

- Esatto, e può farlo perché sceglie di non lavorare con tutti, quindi ha il tempo da dedicarti. Cosa che un agente tradizionale non può avere perché contemporaneamente segue decine di ricerche e dozzine e dozzine di vendite e il suo guadagno deriva dalla capacità di far incontrare la tua domanda, cioè i tuoi bisogni, con l'offerta di cui dispone, ovvero con gli immobili per i quali ha un mandato.

- Tutto chiaro - dico io - ma mi sorge un dubbio: se lavora per me e solo per me, dovrà per forza costare di più, giusto?

- Giustissimo. Sulla carta un property finder costa più di un agente tradizionale per una serie di motivi: il tempo che ti dedica, le relazioni che mette a tua disposizione, la sua competenza in materia, e il fatto che costruisca il suo business su pochi numeri gestiti con la massima accortezza.

- Sulla carta? E di fatto?

- Di fatto, anche se la provvigione finale è più alta, lavorare con un property finder ti assicura il miglior risultato possibile, perché non ha due interlocutori tra i quali mediare, ma solo te.

La conversazione con il signore gentile è andata avanti ancora a lungo entrando nel vivo dei bisogni del suo gruppo e da lì, un perché alla volta, ha dato il via a una collaborazione che continua da allora.

Ieri, 6 giugno 2018, DESIDERAre Property Finding ha festeggiato il quarto compleanno. Se è vero che quattro anni non sono un traguardo, è anche vero, anzi verissimo, che sono una prova tangibile di come le buone idee (=portiamo in Italia il property finding) associate alle brave persone, ai professionisti seri e alle competenze vere, e i risultati arrivano.

Chi sta cercando una casa ha un bisogno da soddisfare e spesso trovarla è un problema che costa tempo e risorse. Con DESIDERAre Property Finding, già da quattro anni, c'è una soluzione.

Per trovare la casa che sogni hai bisogno di competenze

Competenze: la terza voce del punto-elenco per trovare la casa che sogni.

Della seconda (idee chiare) abbiamo parlato qui e della prima (tempo), qui. Oggi tocca alle competenze, ovvero all'unione equilibrata di esperienza sul campo e conoscenza tecnica che ti serve ogni volta in cui ti trovi a fare qualcosa di nuovo.

> Sto solo pensando di comprare casa. Di che competenze potrò mai aver bisogno?

anche ammesso tu abbia tempo per farlo.

Anche Se non fai l'agente, se non sei un property finder, o un costruttore/investitore immobiliare, e non ti dedichi per hobby a studiare il mercato immobiliare, a collezionare quotazioni e a seguire trattative, allora è molto difficile tu abbia le competenze per riuscire da solo a:

  1. orientarti tra gli annunci online;
  2. distinguere quelli che sono online perché qualcuno se li è dimenticati anche a mesi dal rogito della casa;
  3. distinguere gli annunci in target con la tua ricerca da quelli che pare lo siano ma invece no;
  4. interpretare gli annunci online;
  5. omissis*
  6. ripartire da zero;
  7. imparare a gestire i filtri sui motori di ricerca delle agenzie e poi ad addomesticarli (i filtri, ma a volte anche le agenzie);
  8. intercettare l'agente responsabile dell'immobile che vuoi visitare;
  9. non illuderti ti richiami né scoraggiarti se non lo fa;
  10. acquisire e metabolizzare il linguaggio di genere;
  11. capire quali domande fare prima di andare a vedere un immobile;
  12. omissis*;
  13. capire quali verifiche fare sull'immobile, sul proprietario (/proprietari);
  14. sapere quali documenti chiedere;
  15. omissis*;
  16. sapere quali elementi valutare e con chi (perizie specifiche, per esempio, ma non solo);
  17. verificare la congruità del prezzo in relazione non solo a zona e alla metratura ma anche alle prospettive del mercato di riferimento;
  18. aprire, intavolare, concludere una trattativa con il venditore a tuo vantaggio;
  19. sapere quando non farlo e quando invece cambiare aria al volo;
  20. negoziare con il venditore o con chi lo rappresenta;
  21. verificare che la documentazione per andare a rogito;
  22. eccetera;
  23. eccetera;
  24. eccetera periodico.

Okay?

> Messa così trovare la casa che sogno sembra una missione impossibile. Un mercato complicatissimo.

Il mercato immobiliare non è più complicato di altri settori. Come ogni ambiente ha le sue regole, norme, leggi, usi e costumi che lo caratterizzano e differenziano. Ha i suoi operatori. E ha un suo SPECIFICO linguaggio che non è affatto alla portata di tutti.

Eppure, dirà qualcuno, basta un giro online per trovare centinaia, migliaia di siti web di esperti del mercato immobiliare. E a guardarne alcuni, viene da pensare che il mercato immobiliare non possa essere poi tanto difficile.

Anzi. Vista online, l'intera faccenda (compra casa quando vuoi, come vuoi, perfino senza soldi o con quelli degli altri), sembra facile.

Sembra, appunto, ma non è, parafrasando una celeberrima canzoncina dei cartoni animati di quando eravamo piccoli noi.

La realtà, signore e signori, è un altro paio di maniche, e spesso si tratta delle maniche arrotolate (sia pure parlando di polsini con i gemelli) di chi il mercato lo conosce per davvero, perché ci lavora da decenni e conta l'esperienza in anni, non in visualizzazioni su Youtube, o Like su Faccialibro.

Per trovare la casa che cerchi hai bisogno di avere…

A) una lampada da strofinare con dentro almeno un genio;

B) un rapporto di parentela e/o di vicinanza con la fata turchina;

C) il dono dell'ubiquità.

E questo, chiaramente, oltre al tempo e al budget necessari al successivo acquisto. Ma, soprattutto, hai bisogno di avere le idee chiare.

Su cosa?

Su come la vuoi, per esempio: dove, in che zona, con quante stanze, giardino, balcone, terrazzo panoramico, piscina sul tetto? Prima di partire alla ricerca dell'arca, è bene tu faccia chiarezza.

Vuoi sapere come?

Guarda il video.

 

Il tempo che pensi ti serva per trovare la casa che cerchi

Se sei alla ricerca di casa, sopratutto se per te è la prima volta, potresti pensare di aver bisogno di un tempo inferiore a quanto te ne servirà davvero.

In questo video post, un fatto alla volta, ti racconteremo perché e ti parleremo anche di un'alternativa.

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