Il cliente al centro… de che?

desiderare

Ogni giorno, nel mercato immobiliare (da qui in poi abbreviato: Savana) quando il sole sorge, una nuova agenzia apre. 

Ogni giorno, nella Savana, quando il sole sorge, una zia sa che dovrà regalare una bella pianta al nipote, per l'inaugurazione. Oppure un pollo da fare al forno. In campagna si usa così. Ma pure in città.

Ogni giorno, nella Savana, quando il sole sorge, una agenzia con tre belle piante all'ingresso è costretta a offrire dolcetti gratis per attirare un po' di clienti. Per mostrare loro che quella è, sì, la centesima agenzia sullo stesso marciapiede, ma che è tutta un'altra storia.  

Perché? Per il marchio? Database? Prezzi? Competenze? Servizi offerti? No, quello è e resta uguale. 

Perché: "Da noi il cliente è al centro". 

Tale simpatica formulazione ci ha stancato al punto che ogni volta che ne vediamo una, cambiamo il suddetto marciapiede.

Il problema, infatti, è che i signori non spiegano al centro DI COSA verrà messo il cliente.

Vai a vedere che si tratta del centro di una rissa. O forse un centro di ascolto? Il centro di una gang bang banale? Probabile, almeno in metafora. Un centro di gravità permanente? 

Molto più spesso, il cliente è messo al centro dei propri guadagni. Propri, nel senso di quelli dell'agenzia. Non ritorniamo ancora una volta sul perché sia giusto guadagnare bene quando si è svolto bene il proprio lavoro. Il marcio comincia molto prima: quando si considera lo sventurato che ha messo piede nella tua agenzia solo ed esclusivamente come un cliente.   

È questa la contrapposizione che non dovrebbe esistere: il cliente da una parte, l'agenzia dall'altra. O - ancora peggio - tutto intorno a lui (a percularlo). 

E se i clienti sono due? Uno che vende casa, e l'altro che la compra? A chi tocca la periferia, a chi il centro? 

Diffidate da chi abusa dei concetti sterili.

Molto probabilmente vorrà abusare anche di voi. 

MORALE: Non importa che tu sia la zia o il titolare, se sei un pollo - o ti comporti da tale - verrai spennato entro tre mesi. 

DESIDERAre Property Finding - Da noi il cliente non è al centro. Perché non è un cliente: è una persona. E quindi ci sta al fianco, perché è lì che ci mettiamo noi: al suo fianco e sempre nei nostri pensieri. 

Dizionario Immobiliare

Farsi capire è una questione di lingua, anzi: di lingue. Di quella che parliamo noi che stiamo cercando casa e di quella che non capiamo affatto mentre chi vorrebbe vendercela ci manda il cervello in pappa.
Già. Non capiamo.

Leggiamo gli annunci e ci sentiamo felici. O almeno fiduciosi. Dalla rete ai giornaletti, l’offerta sembra ricca e la casa dei nostri sogni giusto a un clic di distanza da noi.
Poi, però, fissiamo i primi incontri. Ci mettiamo in auto e andiamo a visitare LECASEEEE.

Una volta là, il disastro. Lo sconcerto. Lo choc anafilattico.

- Scusi, eh, ma c’era scritto BEN TENUTO.

- Eh? Infatti è ben tenuto. No?

- Oddio, magari se a tenerlo era un orco…

- E la cucina?

- C’è. Guardi…

- Bravo, grazie, la vedo. Ma, dico, le sembra abitabile?

- No?

- Forse da una famiglia di topi… tra l’altro magri.

Da un appuntamento all’altro il divario tra quello che avevamo letto e quello che invece vediamo, cresce. Si spalanca. Apre una voragine da ecatombe hollywoodiana.
Allora? Che fare?

Semplice. Chiamiamo la signorina Rottermeier e facciamoci aiutare da lei.
Pronti? Via.

Pampini, vi spieco.

Quando agente immobiliare di passo lifello crete di prenderfi per il culen, usa parole spagliaten.

Nein. Non fa errore. Ma fa strateghia, seconto lui.

Dentro sua piccola testinen, lui penza che se tice cacata tu non ti accorge, perché tu itioten. Pofero piccolo idioten che fuole comprare sua wunderbar house.

ma tu, caro compratoren, defe impararen lincuaggio di aghente e tradurlo.

Pronten?

Ein.
Grandi potenzialità = topaia

Zwei.
Area cosmopolita= Bagdad sotto le bombe

Drei.
Condominio ben abitato= Residenza per anziani

Vier.
Terrazzino pranzabile= solo se siete dei nani

Funf.
Sapore vintage= rudere al rustico

Sex
Interni da personalizzare= vedi sopra

Seven
Vero affare con posto auto acquistabile a parte= la casa forse conviene, ma il garage vi massacrerà.

Acht..ung, bitte
Attenzione. Solo quella vi serve. A cosa?

A chiamare un Property Finder che parli la vostra lingua.
(E non spari cacaten)

TEMPO DI TROVARE CASA

CHI HA DETTO TEMPO?

(Chi è stato? Fuori il nome, subito!)

Chi tempo ha e tempo aspetta, tempo perde.

Ma perde ancor più tempo chi tempo non ha: perdere tempo è bello, ma solo se non hai niente da perdere. 

No, perché - si sa - il tempo è denaro. E il denaro (come il tempo) nessuno te lo regala mai. 

Allora cerchi casa, ma non trovi il tempo

Sei alla deriva tra un milione di annunci e appuntamenti, il tempo sta per scadere e l'unica cosa che ti resta sono i Tempo (i fazzolettini, per piangere)?

Non disperare. Non sei solo. 

Sai quanto tempo ci vuole in media a trovare casa?

Secondo una indagine di Re/Max, il più diffuso gruppo immobiliare al mondo, la maggioranza degli italiani ci mette in media 6 mesi [SEI MESIIIII] per trovare l'immobile dei sogni (prima di scoprire che sotto c'è una fregatura). Più tutto il tempo che ci vuole per i documenti. Più tutto quello che ci vuole per pagarlo. Insomma: è un sacco di tempo

[Una vita, fratello, una vita!]

Ma calma. Dai tempo al tempo

La cosa bella dei temporali è che passano. Sempre. 

In compagnia passano prima. Ē per questo che esistono gli amici. Non ci sono solo quelli che vogliono sbolognarti la topaia a prezzo triplo, né le agenzie furbette che pre(te)ndono la commissione anticipata, ti lasciano a cuocere in un'attesa inutile, e dopo un anno perdi casa e caparra. 

Ecco perché chi trova un amico, trova un tesoro. E il tesoro, in questo caso, è il tempo

Siamo noi. Gli amici. Quelli che stanno dal tuo lato della barricata. 

I custodi del tuo tempo: quelli che danno valore al tuo, perché usano il loro. 

Abbiamo bisogno solo di 30 giorni di tempo, e l'unico tempo che dovrai trovare sarà solo quello di traslocare. 

La nostra (mela) avvelenata

desiderare

[Questo post NON contiene una favola]

Lavorare nel mercato immobiliare non è tutto rose e fiori. Ma non è nemmeno tutto calce e mattoni. Anche se cerchiamo case, il nostro obiettivo sono sempre le persone che ci andranno ad abitare: è un mestiere competitivo, è sudore e passione, scarpe da risuolare* ogni due mesi, porte chiuse in faccia, e giornate di lavoro senza orari e mesi senza ferie. Ma non solo. Anzi: è una professione che può portare a grandi soddisfazioni, che incide concretamente nella vita delle persone (e se lo fa con coscienza, è sempre in meglio).

È per questo che ci brucia quando vediamo un mestiere così bello come il nostro, infangato da persone che non ne hanno la stoffa / qualità / competenza / volontà.

È per questo che diciamo basta.

BASTA - BASTA - BASTA.

Basta agenti immobiliari allo sbaraglio: lavoratori a basso costo formati in qualche settimana*, qualificati quanto un venditore di aspirapolvere, che ripiegano sulla compravendita di immobili solo perché credono si faccia stando seduti davanti a un computer a scorrere annunci tutti identici, che “uno vale l’altro”.
Non sono solo loro il vero problema, ma chi permette che una agenzia lavori così: sono loro a permettere che vengano combinati i pasticci più abissali, sono loro che abbassano la qualità complessiva, danneggiando un intero settore di mercato, e spingendolo al ribasso con una sovra-offerta non corrispondente a un aumento della qualità.

[* Urge organizzare anche un corso di formazione nella scelta delle cravatte, per favore.]

Basta quelli impastati a marketing e sticazzi, quelli che il cugino di terzo grado gli ha prestato un manuale di PNL e provano a rivenderti anche il caffè della macchinetta.

Basta quelli che l’unica cosa che conta è vendere. Non si tratta solo di spillare soldi, amici miei, si tratta di SODDISFARE delle esigenze.

Se il monolocale in periferia fa schifo, fa schifo, punto.
Se trovi qualcuno che lo compra nonostante faccia schifo, forse è perché ha delle esigenze ben precise. Oppure qualche problema.

Ma se il tuo cliente ha come unico problema la sventura di essersi fidato di te, e gli stai nascondendo qualcosa, sei tu a fare schifo.

Non vantarti di quella provvigione. Vergognatene.

Permettete un paragone azzardato? È la stessa differenza che passa tra uno che è convinto di essere bravo a letto, e due che sono felici e contenti dopo aver fatto l’amore.

Il primo si è convinto di essere uno bravo solo perché LUI è soddisfatto.
Nel secondo caso sono ENTRAMBI soddisfatti: ed è quello il motivo per cui qualcuno è entrato nella tua agenzia, ti ha contattato, e  ti ha pure pagato (non per il corpo…).
È facile da capire, anche con la matematica: in un caso è contento uno solo, la metà degli attori coinvolti. Nell’altro caso sono contenti due, il DOPPIO, TUTTI.

Per questo guardiamo con disprezzo a quelli che misurano il successo SOLO in soldi.
I soldi sono importanti, è giusto pagare la professionalità, ed è giusto guadagnare quando fai un buon lavoro.

Ma quello che conta – più di tutto il resto e oltre a contare, dà i suoi frutti, anche in Euro - è la passione: non si nasce immobiliaristi, ma lo si diventa con un sacco di sacrifici di tempo, economie, risorse.

I soldi sono sempre una conseguenza.

Se sai fare il tuo mestiere, quelli arrivano senza il bisogno di usare mezzucci.

Basta. Abbiamo fondato qualcosa di diverso proprio quando ci siamo resi conto che non si potevano aggiustare le cose in corsa, ma bisognava ripartire daccapo.

Ed eccoci.

DESIDERAre Property Finding.
Non siamo quelli da una botta e via.
Non siamo quelli che hanno paura di incontrarvi per strada, dopo avervi rifilato una sola.

Siamo quelli che vi hanno risolto un problema.
Un problema grosso, che può diventare enorme se affrontato con gli strumenti e le conoscenze sbagliate.

Non ci interessa fare una vendita facile in più. Il nostro obiettivo è una persona felice in più.

*risuolare, sì, perché i calzolai se no chiudono tutti.

Pinocchio alla ricerca di casa – Parte 5 (happy ending)

Pinocchio e Geppetto (spoiler) trovano casa. Se ti è sfuggita l'iradiddddio delle ricerche ante DESIDERAre, clicca qui, from the beginning.


Ciao Pinocchio, sono la fatina! - disse questa posandosi delicatamente su una pila.

- Aò. Come va. Come butta. - disse il burattino e cambiò stanza.

La fatina lo insguì, e lo riportò  dov’era con un incantesimo.

- Senti, che nolloso che non mi parli per la storia del burattino, del legno, der pupo e tutto il resto, ma devi sapè che co quella storia io ho chiuso perché mo ce stanno le ispezioni e nunné più come na vorta. Piuttosto, t’ho sentito che piangevi disperato. Forse posso aiutarte.

- Ok, sgancia mille.

- Pinò, te prego. Nun c’è svanzica manco pe farse na mattinata ar lido.

- Allora non vedo come tu possa aiutarmi.

- Te posso insegnà qualcosa sul mercato del mattone, pupo. Credimi, due o tre cose le ho imparate cogli anni. C’ho zia che vive in un posto che gli’ho trovato io, mi mangio ancora la bacchetta che nun ce so annata io.

- Imparare mi scoccia.

La fatina sgranò gli occhi, e salì in punta di piedi, con l’indice rivolto al cielo.

- Comprare casa è una operazione estremamente complessa, mio caro Pinocchio. L’hai visto da te: è facile cadere in qualche tranello teso da persone disoneste. Fidati: so vedè le tubbazioni mejo de li sorci. Le seguo A NASO!

Lucignolo intervenne prendendo la fata nel palmo della mano.

-Ehi, fata, fata, tranquilla, tutto rego. C’è l’internet veloce oggi, la magia è ancora 56k. Vedi tutti questi fogli? La casa che cerchiamo è qui da qualche parte.

- Bravo Lucifero. Quante case hai stampato?

- Beh, non le ho contate. A occhio, saranno un diecimila. Attico più, bilocale meno.

- Oh, bene caro, ottimo lavoro. Ora li chiami te tutti i proprietari?

- Ma no, no. Dobbiamo ancora fare una cernita. Ho già tolto tutte quelle con una porta di ingresso. Stavo pensando di escludere pure quelle con la strada che ha lettere dispari, e quelle che il nome del proprietario comincia per P. Che ne pensi?

Pinocchio e la Fata guardarono Lucifero con un misto di indignazione e disprezzo.

- Regà, fate quello che volete, ma io v’avviso: nun mi chiamate perché s’accavallano gli appuntamenti, che c’ho già i turni miei da coprire.

- No, su questo non transigo. Avete già fatto abbastanza, per me: agli appuntamenti ci vado io! - E gli si allungò il naso.

In quel momento Geppetto entrò dalla porta, raggiante.

- Ragazzi! Abbiamo risolto la questione della hasa!

- Sì babbo? Fantastico! Dov’è, com’è? Mica ti hanno chiesto un anticipo, no perché io stavo pensando che… - e gli si allungò il naso.

- Ho trovato qualcheduno che la sa trovare per noi! Vieni che ti ci porto!

Padre e figlio entrarono nei locali della DESIDERAre. Il loro consulente li accolse con lo stesso sorriso di prima. Lo stesso di sempre

- Salve, signor Pinocchio. Suo padre mi ha già spiegato alcune delle sue esigenze, ma vorrei discutere con lei di qualche dettaglio in più. Cominciamo: qualcosa con il legno, dunque?

- No, no - disse Pinocchio a bassa voce, guardandosi intorno - il legno no. Avete qualcosa col cotto?

 

***The End***

 

Note:

Quello vero, di Collodi, si chiamava Lucignolo. Non ti sfugge nulla, eh?

Pinocchio alla ricerca di casa (parte 4)

Pinocchio alle prese con l'algoritmo per trovare casa, con cui puoi trovare tutto (ma proprio tutto) e stampare migliaia di pagine tra cui scegliere "serenamente". Ma dopo Il Gatto e la Volpe arriva anche la Fatina...


 

- due locali… bagno… mansardata… soppalco abitabile… due locali…

- Lucifero!

- Plafone… no ascensore… posto auto…

- LUCIFERO*!

- AH! - gridò con un balzo che gli fece toccare il soffitto.

- Che stai facendo?

- Ti sto cercando casa, zio! Ci sono quasi! Mi ci è voluto un po’ per capire come funziona l’algoritmo ma ho scoperto i loro trucchetti, adesso ti faccio vedere qualche proposta che ti ho stampato…

Lucifero entrò in una stanza attigua, e rientrò con diverse risme di fogli impilate l’una sull’altra che appoggiò a terra, vicino a Pinocchio. Poi uscì di nuovo e ritornò con sempre più stampati. Ancora e ancora. Nella stanza, ormai, non c’era più spazio per altre persone.

-E questi che sono?

- Sono gli annunci che ho reputato interessanti. È tutta una questione di filtri… se sai come impostarli puoi già chiamare il notaio.

Pinocchio cominciò a sfogliare gli annunci, ma perse il conto già dopo un minuto. Sembravano tutte uguali, moltissime erano senza foto, con descrizioni vaghe che sarebbero andate bene sia per la reggia di Caserta che per un mono in centro a Milano.

Su tutti i fogli, impresso il logo del sito di annunci: “Moby dick, la balena delle case. Da noi trovi tutto. Ma proprio tutto-tutto. Tutto-tutto-tutto. Poi se vuoi proprio qualcosa nello specifico te lo cerchi da te”.

Pinocchio lasciò cadere i fogli per terra, e fece per dare la buona notizia al compagno.

- Lucifero, basta cercare! Ho trovato casa! E’ un seminterrato panoramico, che si vede il cielo dal ripostiglio! Ha pure un lavandino!

- Strano, questa mi è sfuggita. Ma chi te l’ha trovata?

- Una agenzia giù in città, c’era un gatto.

- Un gatto?

- Sì!

- E c’era pure una volpe?

- Sì!

- Bravo il tocco di legno.

Digitò qualche parola chiave, e girò il monitor per mostrare a Pinocchio un gruppo Facebook che riuniva tutti i truffati dalla fantomatica agenzia. Il burattino reagì male.

- NUOOOO! Ho perso i soldi della casa! Non avrò mai più uno spazio tutto mio! Sarò costretto a stare con babbo tutta la vita, e quello lì vuol farmi fare il falegname! MA IO NON VOGLIOOOOOOOOOHHHH!

Un luccichìo prima fioco poi intenso partì da sotto una delle risme. Si spense all’improvviso. Poi di nuovo riapparve, e di nuovo si rispense. Pinocchio spostò con un piede la montagna di fogli che ricopriva il pavimento.

- Li mortacci… Ciao Pinocchio, sono la fatina! - disse questa posandosi delicatamente su una pila.

Pinocchio alla ricerca di casa (parte 3)

Pinocchio è giunto al momento della trattativa sul prezzo, del mutuo, del perito, delle resistenze, della competizione... pensa di aver trovato la casa giusta ma c'è ancora INTERNET!


 

- Mi spiace, ma ha sentito la signora. Offre tre volte il prezzo che intende pagare lei.

- Ma non so nemmeno quant’è il prezzo!

Il gatto glielo disse. Il cielo si scurì, e un tuono cadde molto vicino. Poi tornò il sereno.

- C… c… così tanto?

- Ripeto: si sente il mare. Sono soldi ben spesi.

- Ma io nun ce l’ho - replicò frignando il burattino - Devo parlare con la banca. E poi c’è il perito che…

- AAAH! Di nuovo con quella parola! Senti giovanotto, se lasci la nostra agenzia senza almeno un anticipo, sarò costretto a vendere la casa a questa signora.

- Siii… vendere… ’gnora… - confermò la volpe con la testa sulle braccia appoggiate alla scrivania.

- Io… ho solo questi soldi che mi ha dato il mi’babbo. - e ne cavò una bustina di carta dalla tasca dei calzoni. La volpe aprì un occhio, il gatto cominciò a fare le fusa, girando in tondo e impastando la sedia con le zampe.

- Non credo bastino per la cifra che…

- Bastano, bastano - disse il gatto strappandogli la busta di mano. E iniziò a contare.

- Beh,  in effetti... mille è poco. La Signora sicuramente avrà di più, non è vero, Signora? SIGNORAA! - E menò un gran calcione sotto la scrivania.

- MILLE! - saltò la volpe dalla sedia - Mille! Dannazione, io non ci arrivo a mille, ho novecentonovantanove, mi sono fermata a comprare un dolcetto poco prima di entrare. Maledetta golosità!

E rientrò a testa bassa nella porta alle spalle della scrivania del gatto.

- Yeee! - fece Pinocchio! - ho versato il mio primo anticipo! Ora vado in banca a fissare l’appuntamento col per…

- NON DIRLO!

- …con il professionista per fare il computo metrico. Grazie mille,  signor gatto - disse stringendogli calorosamente la zampa, e si avviò dietro la scrivania, aprì la porta e trovò la volpe stesa per terra, in un ripostiglio delle scope, impegnata in una riflessione profonda a occhi chiusi.

Il gatto provò a buttarsi sulla porta per richiuderla, ma non fece in tempo.

- Ma che fai?! È quella la porta!

- Ma la signora era uscita da lì…

- Quella è la porta per i clienti che non versano la caparra in base all’articolo del dlgs 192/43, sei fortunato che non ti faccio annullare il versamento!

- No, no la prego - disse Pinocchio - ci tengo molto a quella casa!

- Allora va’ giovanotto, e torna quando avrai tutti i soldi.

Pinocchio uscì saltellando dalla gioia, e si diresse di nuovo verso casa di Lucifero. Entrò nella sua stanza e lo trovò con gli occhi spalancati, la testa a un centimetro dallo schermo, mentre bisbigliava cose incomprensibili a voce flebile.

Pinocchio alla ricerca di casa (parte 2)

Continuano le avventure di Pinocchio alla ricerca della casa dei sogni. In questa puntata: Lucignolo, il Gatto e la Volpe. Se ti sei perso la prima parte, fai clic qui.


Nel frattempo, Pinocchio era in compagnia di Lucignolo.

- Sei sicuro che sai come si fa a comprare una casa?

- Ma certo, che ci vuole? Tutti con il terrore: la casa di qua, la casa di là. È una roba come tutte, la vedi la scegli e la compri: ecco fatto!

- E come fai a sapere se è una buona casa?

- Ma si vede! Se c’è una crepa non la prendi, se non c’è è perfetta! Che ci vuole?

- Perché non andiamo in agenzia?

- Agenzia, Pinocchio, che siamo nel 2016? Oggidì c’è l’internet! Di case ne trovi a zilioni, basta sapere come cercare. E se permetti io ci so fare.

- Vabbè un giro me lo faccio comunque.

- Ok io intanto imposto i parametri… Stanze… bagni…

Pinocchio si avviò verso il centro. C’erano agenzie a ogni marciapiede, una in fila all’altra, tutte arredate uguali, tutte con le stesse case e tutte con dei prezzi impossibili.

In un vicolo del centro vecchio, i suoi passi si fermarono davanti all’ennesima agenzia. Da lontano sembrava come le altre, ma da vicino era un po’ più cadente. Aveva dei volantini in vetrina che parevano stracciati da un giornale di annunci di un altro franchising. Le cifre, inoltre, erano tutte coperte da un tratto di penna nera. Un insegna, sulla porta, diceva “preZi boni”.

- Buongiorno - disse Pinocchio infilando la testa oltre l’uscio. C’era un odore strano nell’aria, come di chiuso.

- ‘giorno - disse un grosso gatto dagli occhi gialli, senza alzare lo sguardo dal giornale - prendiamo il 9%, niente sconti, tutto in anticipo, se poi non conclude sono fatti suoi.

Pinocchio pensava non si riferisse a lui, e si avvicinò mesto al tavolo dove sedeva il felino. Il silenzio riempì la stanza per una trentina di secondi, interrotto solo da un lento sibilare ritmico, poi l’occhio del gatto tornò a posarsi sul burattino, che si sentì autorizzato a parlare.

- Io starei cercando una casa…

- Forse… forse ne abbiamo una che fa al caso suo. Qui alla Foxes & Cats abbiamo occhio per i clienti, sappiamo cosa serve loro prima ancora che ce lo dicano.

- Infatti io vorrei una casa con…

- Non c’è bisogno, non c’è bisogno. So già tutto. Abbiamo un fantastico appartamento a un prezzo davvero speciale. Le dico una sola parola: PA-NO-RA-MI-CO!

- Uao! Panoramico! A che piano è?

- È un seminterrato, in realtà.

- Ma…

- C’è un finestrino in alto, uno solo, nel ripostiglio, se non mette niente sugli scaffali da lì si vede una porzione di cielo! Che cosa c’è di più panoramico di una notte stellata?

- … Il cielo… mi è sempre piaciuto un sacco! E il bagno, ce l’ha il bagno? - chiese Pinocchio con gli occhi sognanti.

- Il bagno… dici che ci dev’essere, eh? Che domande, certo che ha il bagno!

- No, perché quando sarò un bambino vero, ho intenzione di cominciare a lavarmi! - a queste parole il naso di pinocchio si allungò.

- Ah, un bagno per lavarsi! Altroché, un bagno fantastico, con un intero lavandino! Che funziona anche come lavello per la cucina, così si risparmia l’acqua. Un magnifico aspiratore compreso nel prezzo, poi, ti darà tutto l’ossigeno di cui hai bisogno, ma che dico… forse anche qualcosina in più! E se lo spegni e ci appoggi l’orecchio sopra - disse sottovoce il gatto, sporgendosi sulla scrivania verso Pinocchio - si sente il mare!

- Uao, una casa sul mare! La prendo!

- Fantastico, sono ventimila di anticipo.

- Ma… io… cioè… non ho proprio soldi per l’anticipo. Devo ancora firmare per il mutuo ma la banca mi finanzia il 100%, eh, parola del direttore. Però il perito deve prima vederla e fare il…

- AAAH! Ma quale perito e perito! Giovanotto, non abbiamo tempo da perdere qui. Questa casa la vogliono tutti in città, ho già altri clienti … - disse facendo una lunga pausa - …che mi pregano di venderla a loro per un prezzo tre volte superiore a quello che posso fare a te!

Di nuovo una pausa.

-… altri clienti... - con un tono di voce più alto del normale.

- CLIENTI! - e diede un grosso pugno ad una porta di legno dietro la sua scrivania. Si sentì un rumore di cose che cadono alla rinfusa. Dalla stessa porta ne uscì una volpe fulva, alta e magra, con tutto il manto schiacciato da un lato e gli occhi gonfi di sonno.

- I clienti dormono a quanto pare… - continuò il gatto con una vocina stridula e tutto il pelo ingrifato.

- No è che stavo… yawn… - disse sbadigliando - lascia perdere. Vorrei la casa che sta vendendo a questo giovanotto per tre volte il prezzo che ha fatto a lui, grazie. - E scivolò lentamente con la testa su un tavolino, chiudendo gli occhi.

- No! No! No! Quella è la mia casa! - disse Pinocchio balzando sulla sedia e scuotendo la volpe, che con fastidio tentava di riappisolarsi

- Mi spiace...

 

Pinocchio alla ricerca di casa (parte 1)

C'era una volta...

- Un RE! - diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.

Non era un legno di lusso, ma…

- No, io intendevo un RE, R-E, ar-ei - scrive un piccolo lettore, su Facebook - In inglese, si dice così, Real Estate. E’ quello che fate, no?

- Beh… sì, in realtà noi…

- E allora perché non va bene? Che c’entra il legno?

- Ma la storia originale comincia con..

- La storia parla di legno o di mercato immobiliare?

- Va bene. Va bene. C’era una volta un real estate. Ok? Epperò fate passà la voglia, così. Mi fate scordare com’è andata: comunque ci stanno i tizi che trovano le case, no?, e un giorno gli capita in bottega un falegname.

- ‘giorno.

- Buongiorno. Benvenuto da DESIDERAre. Come possiamo aiutarla?

- Veramente, c’ho mio figlio - disse il falegname, con il cappello tra le mani - che gli servirebbe una Hasa.

- Bene, è nel posto giusto. Ci dica come deve essere, e in un batti-baleno la casa dei suoi sogni sarà pronta per finalizzare l’acquisto.

- Ahhh, deve essere una bella Hasa! Deve avere un bel pavimento di legno, una porta di legno… scriva, scriva, giovine! Una tavola di legno… Delle sedie! Di legno! E un letto bello grosso tutto fatto…

- …di legno, ho capito. Per il riscaldamento ha delle preferenze? Oggi, tra le stufe a pellet e le caldaie a gas, noi…

- AH! Che sei grullo, te? Ma che riscaldamento! Glie voi fa prende foco al mi’ figliolo? Nun l’ho mica salvato da una hatasta da haminetto per farmelo brucià da te, sai?

- Mi scusi, non sapevo. Piuttosto, perché non ne parliamo anche con lui? Spesso i clienti hanno bisogno di confrontarsi con un professionista per eprimere al meglio e con precisione i loro desideri.

- L’è uscito hol suo hompagno, andavano a fà un giro dell’aggenzie quattorno. È stata un’idea mia di venire qua. Ho visto che tenete il pavimento di legno.

- Ah, se è così, sono sicuro che lo vedremo arrivare presto.

Continua (domani).

Il Fantasma dell’Opera…

Ve ne sarete accorti, non siamo a noi a scrivere nel Blog...

Perché noi abbiamo le idee chiare, perché sappiamo cosa vogliamo comunicare, perché vorremmo farlo nel modo migliore ma di lavoro facciamo altro.

Quindi abbiamo cercato un Professionista che possa farlo per noi e nel migliore dei modi. La ricerca non è stata affatto facile ma alla fine abbiamo scoperto questa nuova figura, il Ghostwriter, uno scrittore "fantasma" che scrive libri per l'autore che non ha il tempo (e probabilmente neanche le capacità letterarie, artistiche o comunicative) o voglia ma ha invece le risorse (mentali ed economiche) per far si che altri possano scrivere per lui.

 

E abbiamo così trovato un Fantasma Madre (quindi non da solo, ma coadiuvato dalle sue Penne) che ci ha voluto conoscere, ha voluto sapere tutto di noi intervistandoci per diverse ore (come lo facciamo, da quanto tempo, quale è stato il nostro background, perché vogliamo farlo così... quali sono i nostri clienti, il nostro target, il nostro progetto, le nostre aspettative, ecc. ecc.).

 

RGA_DesiderareEsattamente come facciamo noi quando siamo di fronte ad un Cliente che vorrebbe darci un incarico di Property Finding.  E probabilmente proprio per questo ci siamo trovati subito in grande sintonia. A lei è piaciuta la nostra idea, ci si è appassionata (forse perché ci è anche tortuosamente passata come cliente) e ha accettato la Missione!

E noi ci siamo rispecchiati nella sua attività parallelamente a quella che facciamo tutti i giorni con i nostri clienti: dare un Valore al tempo che impieghiamo per loro cercando di identificare le loro esigenze, i loro desideri e le loro aspirazioni conoscendoli, intervistandoli, entrando nella loro vita e nelle loro case come come un partner, un alleato, non un semplice "fornitore di servizio" o, peggio, come un inevitabile "incidente di percorso"!

Quindi questo Fantasma si è rivelato in carne ed ossa come Roberta Giulia Amidani, una scrittrice semplicemente geniale che scrive per gli altri da quando ha 25 anni (quindi pochissimo tempo fa per chi avesse dei dubbi), rimanendo silenziosamente nell'ombra e lasciando la gloria e il successo a colui che l'opera l'ha firmata (e ovviamente pagata).

Roberta Giulia è diventata così la nostra “Scrittrice Fantasma” ed ha cominciato ad editare il nostro Blog dandogli un tocco artistico, facendoci uscire dalle solite banalità e dall'autoreferenzialità trattando temi simpatici, leggeri, profondi, trasversali, pirotecnici, pindarici... in una parola sola:

geniali!

Ha saputo interpretare i nostri desiderata, ha saputo dargli forma (e sostanza) e ora ci piace considerarla non più un "fantasma" ma la nostra Editor, con cui continuare un progetto di medio-lungo termine, e non solo legato al Blog.

Quindi, adesso, se volete fare i complimenti a qualcuno quando leggete i post del Blog DESIDERAre avete un nome, un cognome e pure una (bella) faccia! 😉

Thanks to: www.loscrittorefantasma.com