4 STORIE di case che NESSUNO ti racconterà MAI

Prendi una sera a cena. Prendi qualche bicchiere di vino. Prendi un team di Property Finders con un glorioso passato da agenti immobiliari.

Soggetto: l’appuntamento più strano che ti sia mai capitato.

Svolgimento: è tutto vero. (Purtroppo. O per fortuna?)

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PERDITEMPO OFFRESI

Ormai lavoravo a tempo pieno in quell’agenzia da quasi sei mesi, quando un collega mi prese da parte, mi offrì una sigaretta, e mi chiese se fossi interessato ad un Pacchetto Perditempo.

Non avevo idea di cosa fosse.

Mi spiegò: una squadra organizzata di cinque persone che camuffando la voce arrivavano a prenotare fino ad una trentina di appuntamenti fittizi per ignari proprietari che avevano messo la casa in vendita tramite annuncio su un giornale (all’epoca internet non era così diffuso). Dopo un paio di settimane avrei dovuto chiamare il poverino, offrendo i servizi dell’agenzia tra cui la nostra funzione di schermatura dai perditempo.

Trovai geniale l’elenco dei personaggi, tra cui la manager rampante, il tossico molesto e la mamma single con storia lacrimosa. Novanta euro, tutto incluso.

Non gli chiesi mai più nemmeno una sigaretta.

LA LEVA CALCISTICA

C'è questa signora anziana che vende un appartamento con una certa fretta. Al telefono mi racconta che deve dare liquidità a uno dei figli in procinto di trasferirsi oltre oceano. Primo piano, con terrazzino affacciato sulla corte interna vicino a un parco di periferia, basso Lazio.

La incontro e le chiedo subito se la casa abbia particolari problemi. Lei: «Signurì, nessuno, la casa è perfetta. Ci sta solo ogni tanto l’impiccio che i ragazzi del cortile lanciano il pallone sul terrazzo e bisogna restituirglielo.»

Questo potrebbe creare fastidi ai primi potenziali acquirenti, professionisti entrambi, lavoratori tutto il giorno. Serve un sistema, le dico, per evitare l’impiccio. Va trovato quanto prima, le spiego.

«No, dottoré, ma noi abbiamo già risolto. Se non c’è nessuno in casa i ragazzi tengono le chiavi.»

La abbraccio forte,  e me ne vado, passando il resto del pomeriggio a ridere fino alle lacrime.

L'INDECISO

Era quasi sera d’estate. Passo davanti un palazzo storico in una zona di pregio. Scorgo il cartello VENDESI appeso vicino una vecchia portineria sbarrata. Ero in ritardo per un appuntamento, così passo dritto, con il proposito di ritornare il giorno dopo a prendere numero e info.

Il giorno dopo ci faccio un salto prima di andare in agenzia, ma il cartello è scomparso. Una settimana dopo sono in zona per caso. Il cartello c’è. Ma io sono in macchina con una cliente e non c’è parcheggio vicino.

Ripasso il giorno dopo e non c’è più.

Un mese dopo, ancora il cartello. Impazzisco: fermo l’auto in doppia fila, blocco mezza città, accendo le frecce di emergenza e scappo dentro. Prendo il numero e chiamo subito, dall’auto. La curiosità mi ammazza, devo sapere, penso.  Il proprietario, persona distintissima dal tono di voce, mi dà un appuntamento a breve. Resisto alla tentazione di chiedergli del cartello fantasma e accetto l'incontro.

Il giorno prefissato mi presento. Terzo piano. Un omino canuto e scheletrico, ben vestito, mi apre una doppia porta che dà direttamente in un salone interamente di marmo, stile Liberty, con un lampadario che da solo avrebbe illuminato un teatro di inizio ‘800. Fatte le presentazioni, il signore mi invita ad entrare e io faccio due passi oltre la soglia.

L’omino mi squadra, si gira verso il salone, guarda verso un tavolino nell’angolo (una foto?), fa un sospiro e si volta verso di me: «Mi spiace, non è più in vendita. Grazie, arrivederci.»

IL FANTASMA

Questa è assolutamente vera, e ho una testimone. Io e una collega siamo a Bologna per una valutazione. Il locatario ha l’incarico di far entrare agenti e potenziali acquirenti. Nella descrizione degli ambienti, per telefono, era stato molto vago, nelle risposte contraddittorio. Forse per scoraggiarci.

«No, no, l’appartamento è bello, comodo, centrale. Ha solo qualche problema alla scala interna e il fatto che la moglie del proprietario fu trovata morta in cucina, quattro anni fa, all’improvviso.»

La mia collega tenta di rassicurarlo: «Purtroppo, succede. Ma questo di solito non pregiudica la valutazione...»

«No, il problema è che qualche volta ritorna. Di notte.»

La casa fu poi comprata da un nostro cliente, single di una certa età, come abitazione principale. Ogni volta che lo vedo gli chiedo come sta la Signora, ma lui dice che non ha ancora avuto il piacere di incontrarla.

Nuova CASA? Se qualcosa può andare STORTO, lo farà.

Se qualcosa sembra andare bene, hai detto bene: sembra.

Comprare casa è una attività difficile. Dispendiosa: non di soldi, perché quelli (se indirizzati con criterio) vengono investiti. Ma di energie, tempo, vita.

Comprare casa è una attività complessa: c’è da districarsi in mondi totalmente diversi l’uno dall’altro, spesso incoerenti, quasi sempre poco logici, di certo poco intuitivi (cfr. Leggi della Repubblica Italiana).

Desiderare

Ma cosa, in concreto, può andare storto?

C’è un esempio che faccio sempre: una domanda che nessun proprietario pensa di farsi prima di scaraventare i suoi mattoni sul mercato virtuale in cerca dell’affare della vita. È una domanda tanto semplice quanto rara.

  • La mia casa è VENDIBILE?

La risposta è sempre FORSE.

Una percentuale altissima di trattative, ancora troppo alta, salta dopo mesi e mesi (spesso all’ultimo) perché spunta fuori qualche scheletro dall’armadio. Qualcuno nascosto, qualcuno dimenticato.

Un’agenzia immobiliare può mettere al riparo da una parte di questi problemi. Ma solo una parte: un’agenzia è una risorsa, ma non tutte le agenzie sono una garanzia*.

Le agenzie sono aziende. Senza profitto non c’è azienda.

Sul mercato contemporaneo, regolato da una fortissima concorrenza, il profitto si fa con la quantità. Scegliendo di dedicare attenzioni e competenze diverse a clienti diversi (meno soldi = mandiamoci il nuovo arrivato).

Nulla dell’acquisto di una casa può essere lasciato al caso, a costo di tragedie enormi. Non ci si può rivolgere a qualcuno sperando nel buon cuore di chi seguirà la nostra causa, nella sua onestà, o tantomeno nella sua competenza.

Una soluzione esiste? Sì.

Una professionista che lavori per te. Con te. Una persona che stia dalla TUA parte, e non deve dar conto a proprietari, concorrenti, provvigioni. O non solo a quelle. Una persona che ha come unico obiettivo quello di fare una cosa, una sola, e farla bene: trovare la casa giusta.

Non la migliore: proprio quella giusta.

Siamo noi.

Quelli che fanno coincidere il desiderio col mattone.

Siamo Property Finder. Di mestiere scoviamo perfezione.

*qualcuno c’è, sia chiaro.

Non litigate per la CASA, litigate IN casa.

Da professionisti dell’immobiliare con decenni di esperienza (se sommiamo quella totale arriviamo al secolo), abbiamo visto cose che voi umani nemmeno immaginate.

la casa perfetta

Oggi parliamo del legame fra casa e amore: come la ricerca della prima possa portare alla fine del secondo.

Secondo alcune statistiche, infatti, la scelta del nido d’amore è al primo posto tra le cause di rottura per le coppie che stanno per sposarsi o convivere (eppure c’è chi vedeva nei sabati pomeriggio all’Ikea la più grande prova di resistenza della propria relazione).

Ebbene, dopo aver accompagnato centinaia di future coppie a varcare la soglia della prima avventura insieme, possiamo confermare. È vero: ci si divide, si recrimina, si litiga, ci si minaccia, ci si odia, a volte - addirittura - ci si lascia.

Lavori diversi, provenienze diverse, esigenze diverse, gusti diversi: patatrac. Che fossero coppie con dieci mesi di fidanzamento, o inseparabili compagni pronti a scrivere su carta nuova un altro capitolo della propria storia. Esistenze sfasciate, vite a pezzi. Perché?

Perché, com’è stato dimostrato, il cambio di casa è la transizione della vita che incide maggiormente sul proprio benessere psicologico.

La casa è contenitore fisico, materiale, ma anche spirituale.

Le coppie che perdono tempo, si innervosiscono.

Le coppie nervose, litigano (anche le altre, ma di meno).

Un Property Finder, invece, litiga solo con sé stesso.

Le decine di migliaia di variabili abitative possibili vengono vagliate e assemblate insieme nel silenzio del suo studio, sul ring dei suoi serbatoi di conoscenze territoriali. A colpi di telefonate, sopralluoghi, database segreti, informazioni confidenziali.

Litiga lui (da solo) per non far perdere tempo a voi. E evitarvi di litigare.

Il cacciatore immobiliare è un professionista pagato per ottenere un risultato, non un mandato (vedi al capitolo Agenzie Immobiliari).

Il risultato a cui mira il property finder ha la caratteristica di essere l’unico giusto.

Da qualche parte, in questo momento, stanno tinteggiando le pareti del vostro nuovo castello.

Non avrete bisogno di scegliere, perché davanti ai vostri occhi troverete la casa che avevate disegnato in mente.

Noi siamo cacciatori d'immobili e quella casa, la vostra casa, prima la scopriamo, poi ve la rendiamo disponibile, infine ci assicuriamo che sia una casa perfetta per un ottimo futuro. E, ovviamente, facciamo in modo che sia un buon affare.

Poi, vabbè, ci sono ancora le piastrelle, i divani, il televisore, l’armadio… ma quella è un’altra storia.

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