Quanto tempo serve per trovare casa?

 

– Dipende.

– E da cosa? Dalla casa?

– In un certo senso dipende dalla casa, ma non solo… Tanto per cominciare, se sei l’imperatrice della Silicon Valley, e oggi vivi in una villa con piscina olimpionica piena di bitcoin, tipo Cleopatra, o Shakira in versione digital, ma ne vuoi un’altra, allora il tempo che ti serve può essere davvero poco…

– Poco quanto? Una settimana?

– Può essere… ma per stare con i piedi per terra, diciamo uno o due mesi (che è più o meno il tempo che serve a chi si rivolge a un Property Finder).

– E se io non fossi Shakira? Se non avessi una piscina piena di BitCoin?

– Anche qui: dipende. Sai già che tipo di immobile ti serve?

– Il tipo di casa?

– Esatto: il tipo, la zona, il quartiere, la metratura, le priorità… la comunione d’intenti…

– Comunione di che?

– Di intenti. Non basta che tu abbia un’idea di massima sul tipo di casa, il che già non è facile da stabilire… ma occorre che la tua idea sia condivisa con l’eventuale resto della family, che siano tutti d’accordo…

– Comincio a pensare che di tempo me ne serva parecchio per capire cosa voglio, mettere tutti d’accordo, il cane, gli adolescenti, il capo, la mamma del capo… e poi cominciare a cercare sui portali, e poi selezionare le case da andare a vedere, e poi portarci il resto della famiglia, e poi fare i conti con il venditore, e magari con il suo agente, e poi… Mi sa che io tutto questo tempo non ce l’ho. Mi servirebbe un clone.

– Be’. Se riesci a procurartene uno, poi passami il numero del fornitore… ma sappi che puoi anche farne a meno, di sicuro non ti serve un clone per cercare casa. 

– Ah no?

– No! Puoi chiamare una società di Property Finding.

– Fanno cloni?

– No, ma trovano case.

– Come gli agenti?

– Sì, e no: come gli agenti immobiliari, perché i Property sono agenti che poi si sono specializzati. E no perché i Property Finder non hanno immobili da venderti, ma sanno dove e come trovare quello che ti serve. 

– Leggono nel pensiero?

– No. 

– E come fanno a trovare le risposte?

– Semplice: sanno fare domande.

#PropertyTips: come riconoscere un cliente indeciso

Attenzione: questo post è rivolto ai colleghi. Ma non a tutti. Solo a chi come noi di DESIDERAre Property finding ha scelto di vivere nel REAL ESTATE e di farne una professione. Non è per chi ci è capitato in mezzo, ma odia il mercato e gioca alle macchinette (o ai cavalli) sperando di vincere abbastanza soldi per dire addio ai mandati, agli immobili e soprattutto ai clienti. Non è nemmeno per chi lavora poco, male o poco e male. E neanche per chi lavora così tanto che alla fine della fiera non fa contento nessuno. Questo post è dedicato a tutti quelli  – e sono tanti – che non cambierebbero il loro lavoro nemmeno se vincessero al Superenalotto e che per farlo (bene) sono disposti a tutto. O quasi.

Clienti indecisi: come riconoscerli?

 

Iniziamo subito con la distinzione tra macro-categorie:

  1. quelli che dichiarano l’indecisione;
  2. quelli che non lo fanno (anche nella variante: perché non lo sanno).

I Tipi Indecisi Palesemente Indecisi – ossia i T.I.P.I. – si riconoscono al pronti-via perché sin dalla loro presentazione mettono in chiaro che la ricerca per la quale vi contattano è puramente esplorativa. Cioè? Cioè vogliono vedere un immobile sapendo già che non lo acquisteranno ora.

I Tipi Indecisi Palesemente Indecisi sono poi sottoclassificabili in: explorer, explorer ricorrenti e sfaccendati.

 

GLI EXPLORER

Sondano il mercato per la prima volta, sanno già che non compreranno ora, lo dichiarano chiaro e tondo.

GLI EXPLORER RICORRENTI

Sondano il mercato per la seconda, terza, ventesima volta. Anche se trovassero l’immobile perfetto, non lo comprerebbero comunque. Non ora, non oggi, e probabilmente nemmeno entro l’anno.

GLI SFACCENDATI

Gli salta la lezione di Pilates o Mandala (o box, è uguale) e già che la pasticceria è chiusa, chiamano voi. Non solo non hanno la più pallida intenzione di comprare uno degli immobili che gli proporrete, ma vi chiedono – senza giri di parole – di farglieli vedere lo stesso, visto che hanno tempo.

Tra i tipi indecisi, poi, la fenomenologia più subdola è popolata da individui che negano di esserlo, ossia i NEGAZIONISTI.

CHI SONO I NEGAZIONISTI DEL REAL ESTATE?

Sono quelli che giurano di aver bisogno di un immobile. Quelli che vorrebbero tanto vederlo già oggi, anche se è sabato sera, o domenica prima della partita. Sono quelli che vi cercano, vi chiamano, vi mandano WhatsApp. Vi chiedono il collegamento a LinkedIn, Instagram e Facebook. Vi scrivono messaggi privati sui social. Vi dicono che hanno “davvero davvero fretta”, ma per quanto specifica sia la loro ricerca, sono anche quelli che non troveranno mai quello che giurano di desiderare.

Chiedono un trilocale, poi non comprano perché le case che visitano con voi hanno tutte tre stanze. Pazzesco, eh? Da non credere.

Vogliono una casa singola con giardino, poi non acquistano perché il giardino va tenuto.

Vi dicono di aver bisogno di un appartamento in centro, ma poi non lo vogliono perché manca la campagna.

Voi cercate di accontentarli nel limite del possibile. Mostrate loro immobili in linea con le richieste. e poi li vedete sparire. O meglio: non li vedete più e vi chiedete perché. Semplice: sono indecisi, ma non lo ammetteranno mai.

QUINDI?

Davanti all’indecisione del cliente, o a un suo repentino cambio di rotta, il Property Finder ha poco da aggiungere. Può ricordargli la richiesta originale, mostrargli i dati raccolti, perfino fargli sentire l’audio della registrazione eventualmente ottenuta dopo la liberatoria, ma l’indeciso – soprattutto colui che non sa di esserlo – resta tale.

E allora? Cosa fare? Come reagire davanti a un cliente explorer, magari di ritorno o di fronte a un negazionista?

Potremmo dirvi “con la pazienza”, che di solito aiuta, ma conoscendo il mercato, preferiamo rispondere con un: “a gambe levate”.

😉

 

Non cambio casa perché non mi piace il mercato immobiliare!

Voci di corridoio che fanno paura.

Brutte esperienze. 

Brutti (bruttissimi) ricordi.

La zia che una volta stava quasi per comprare una casa col portico abusivo; il vicino che ha dovuto abbattere la mansarda e ha perso ⅔ del valore; il collega che è arrivato alle mani con il suo agente; i tizi che scampanellano il sabato mattina per chiedere se ci sono appartamenti nel palazzo…

“No, è un condominio vuoto, senza appartamenti”

Ancora?

Quella volta in cui il tuo amico Gualtiero cercava un trilocale vicino a figli e le agenzie continuavano a portarlo a visitare immobili fuori città. Oppure bilocali. O ville. O case fuori budget. Come se neanche gli avessero chiesto cosa cercava, o non gli importasse.

E quella in cui l’immobile era per te e ti piaceva, e quando stavi per fare la proposta, è saltato fuori che non era più disponibile, che l’agente che l’ha mostrato a te, non aveva l’esclusiva e quindi ciccia.

Tutto quello che si sente dire in giro sugli agenti immobiliari. 

Le facce che si vedono. 

Gli annunci uguali, ma diversi (stessa casa, prezzi differenti).

La paura di perdere tempo, la preoccupazione di iniziare un percorso che non ti porta da nessuna parte.

 

Inutile negarlo: le percezioni sul mercato immobiliare, o meglio – sui suoi operatori, non sono incoraggianti.

C’è però una riflessione che noi di DesideraRE Property Finding vi proponiamo.

Anche se il nostro settore non gode di ottima fama, ci sentiamo di spezzare una lancia in suo favore.

Siamo di parte, ovvio, ed è per questo, visto che ci viviamo dentro da una vita, che possiamo farlo.

Gli agenti immobiliari non sono tutti uguali.

Ce ne sono di poco professionali, è vero. Lo sappiamo: alcuni li conosciamo, di altri ci parlate voi e i nostri colleghi.

Ma è anche vero che ci sono agenti che meriterebbero più della provvigione che incassano, e più degli utili netti che portano a casa a fine anno. 

Nel REAL ESTATE, come in ogni altro campo, ci sono persone diverse, con diversi obiettivi, esperienze e capacità.

Come in ogni settore umano, c’è gente che prende sul serio quello che fa e altri meno.

C’è chi entra nel campo in attesa di un altro lavoro, o mentre sta studiando. C’è chi ci resta senza mai appassionarsi al mestiere. C’è chi lavora poco, oppure male, o poco e male.

Nel vostro no? Nel vostro settore, qualunque esso sia, non succede?

Ecco. Siccome noi conosciamo le percezioni del mercato, cioè le vostre, ossia le tue, di te che stai leggendo ora, abbiamo fatto una scelta precisa.

Invece di correre come pazzi cercando di seguire molti potenziali acquirenti, abbiamo deciso di concentrarci su pochi, pochissimi clienti alla volta. Abbiamo studiato il nostro settore, preso esempio dai migliori e abbiamo dato vita a una rete di agenti immobiliari uniti sotto lo stesso marchio e approccio: quello del property finding.

Non abbiamo case da vendere. Non abbiamo immobili da piazzare. 

Veniamo reclutati per trovare la proprietà che serve. Su misura.

 

Non cambio casa perché non so che casa cercare

La ricerca di un immobile è a volte un processo così lungo da farti passare la voglia.
Ne abbiamo parlato qui.

Anche se trovi il tempo per metterti a cercare, per riuscire a comprare una casa nuova, hai comunque bisogno di una serie di elementi senza i quali rischi di fare un buco nell’acqua:

  • competenze;
  • esperienze;
  • relazioni e contatti;
  • idee chiare.

Come dicevamo, ti servono competenze specifiche e altrettanto specifiche esperienze, e poi le relazioni e i contatti (quelli giusti) per cogliere opportunità prima degli altri; e infine, o meglio, all’inizio, ancora prima di dare il via alla tua ricerca hai bisogno di sapere di che tipo di immobile hai bisogno.

Per trovare la casa giusta, ammesso di avere il tempo per farlo, come dicevamo, è indispensabile sapere cosa cercare, dove e come. E occorre capirlo prima di mettersi a cercare.

In pratica devi farti delle domande e poi avere la certezza che le tue risposte siano in linea con quelle di chi vive con te, fosse anche un Labrador o la zia.

Che tipo di casa vuoi?

  • Pensi a un appartamento?
  • Preferisci un condominio nuovo, magari abitato da giovani coppie, o uno dall’aspetto più vintage sopra la ragazza degli anni Quaranta (con il rischio di doverti infilare le pantofole già in ascensore)?
  • Ti piacerebbe un piano alto, addirittura un attico? Oppure uno intermedio per salire e scendere con le scale?

 

  • Circa il condominio, pensi a uno stabile piccolo, con poche unità abitative, o qualcosa di più imponente?
  • E la zona? In centro, in periferia, fuori città? Vicina al lavoro? Vicina al tuo supermercato preferito?
    …Lontana dai suoceri?
  • Vuoi una bella vista e magari finestre dalle quali godertela anche in inverno?

 

  • Ti piace l’idea di un immobile singolo?
  • Vuoi un giardino per rubare a tuo padre quella meraviglia di robot falcia-prato che gli hai regalato e lui non usa? O ti basta un terrazzo per goderti un paio di settimane di buon clima l’anno, e per averlo sei disposto a farti sbranare dalle zanzare per tutto il resto dell’estate?
  • Quante stanze oltre al minimo sindacale (dormire, lavarsi i denti, nutrirsi e vedere le serie TV)?
  • Ti piacerebbe avere una stanza tutta per te (per i libri, le macchinine, le Louboutine o il ferro da stiro)?
  • Quanto grandi?
  • E i soffitti? Quanto ti piacerebbe fossero alti?
  • Quanti bagni ti servono?

Le domande che devi farti (e alle quali dovete rispondere) sono tante e qui ne abbiamo citate solo alcune, ma la verità è che più domande ti fai e meno zone d’ombra troverai durante la tua ricerca.

Il secondo passo è poi stabilire le priorità.

Riguarda l’elenco dei tuoi desideri e assegna loro un valore, magari procedendo per esclusione.

Se dovessi scegliere tra zona comoda e piano alto, a quale elemento dei due NON rinunceresti mai.

A partire dalla zona, procedi step by step fino a identificare un massimo di cinque elementi.

Fa in modo che tutti quelli che vivono con te siano d’accordo.
In caso, stampa una copia e chiedi loro di firmarla a futura memoria degli accordi intercorsi!

 

Non cambio casa perché non ho tempo

 

Poche storie: cambiare casa è una cosa complicata. 

La ricerca di un nuovo immobile è un processo che la fiction e la letteratura saltano a piè pari: se non ci si ferma il cinema, non ha spazio nelle serie tv e non c’è nei romanzi, è perché è lungo e parecchio noioso e spesso, molto spesso, è anche un processo che si interrompe prima di arrivare alla meta. 

Chi cerca casa di norma parte con le migliori intenzioni del mondo salvo poi, se la ricerca non porta risultati, mollare in itinere rinunciando al progetto.

Qualcuno rinuncia ancora prima di iniziare.

Per cercare un immobile servono competenze e capacità specifiche che non si trovano in rete e nei libri (e nemmeno nei corsi ufficiali del mercato immobiliare). E soprattutto serve tempo.

Tanto tempo. Tantissimo.

Serve tempo per capire cosa vogliamo e non avere dubbi che quello che vogliamo noi sia in linea con il resto della famiglia.

Serve tempo per identificare la zona giusta, capirne le logiche di oggi e le tendenze negli anni a venire.

Serve tempo per cercare in rete, scartare gli annunci multipli, e riconoscere quelli che si riferiscono a immobili che non sono più sul mercato.

Serve tempo per visitare gli immobili, mettendo in conto che ci possano anche essere degli imprevisti e che l’appuntamento fissato per le cinque, slitti alle sei, e che quello delle sei, nel frattempo, sia andato a funghi.

Serve tempo per acquisire le conoscenze che ci permettono di evitare inghippi, come i documenti da richiedere (quali? a chi? possiamo averli?) e le verifiche da fare (il catasto, le visure, gli eventuali a condomini e il clima dello stabile).

A Milano, Roma, Torino, come più o meno in tutte le grandi città, serve tempo per essere più che tempestivi perché gli immobili davvero interessanti non fanno in tempo ad arrivare sul mercato che già spariscono. Viceversa in provincia il tempo è indispensabile per orientarsi tra migliaia di opportunità presentate tutte nello stesso modo.

 

>> E se io di tempo non ne ho?

>> O rinunci, rimettendo il sogno di cambiare casa nel cassetto, oppure scegli qualcuno che possa aiutarlo dedicandosi alla sua ricerca in modo esclusivo…

>> Tipo voi?

>> Esatto!

Le domande per trovare l’immobile che cerchi

>> Perché sei qui?

>> Perché vorrei cercare una casa nuova.

>> E perché vorresti cercare una casa nuova?

>> Perché ne ho bisogno.

>> Perché ne hai bisogno?

>> Perché quella che ho non va più bene.

>> E perché no?

>> Perché non ci piace più.

>> E perché no?

>> Ma insomma! Perché tutte queste domande?

>> Perché le domande sono il segreto per trovare le risposte… Anche quelle che servono a trovare l’immobile giusto… e il bravo Property Finder è quello che sa quali domande fare, e in che ordine.

 

Quali sono queste domande?

Dipende. Non c’è una lista, né un elenco standard: il bravo property finder non ne ha bisogno perché sa cosa chiedere a seconda dell’essere umano che si trova di fronte.

A cosa servono?

Servono a chiarire le tue priorità.

>> Voglio una casa vicina all’ufficio, con il camino, sei stanze e un terrazzo.

A metterle in ordine di importanza. 

>> Per esempio?

>> Per esempio, è più rilevante che l’immobile sia vicino all’ufficio o abbia il terrazzo, o tutte e due?

 

Servono anche a farti capire quando una priorità non è una priorità.

>> Vogliamo una casa vicina alla suocera.

>> Sicuri?

>> Be’, sì, abbastanza…

>> Sicuri, sicuri? No, perché quando la suocera è vicina, poi lo è sempre…

>> Ah, ecco, allora forse no.

 

Sono le domande a guidare la ricerca.

Sono loro che dicono al Property Finder chi sei e che esigenze hai.

E sono sempre loro – le domande – a tracciare il tuo profilo, quello della tua famiglia (a due, quattro o zero zampe) e dei bisogni del tuo nucleo.

Tornare dalle vacanze e cambiare casa

Fine agosto. Siamo sulla via del rientro. A cosa pensiamo?

Alle cose da fare, al lavoro che riprende, ai contatti lasciati in sospeso prima e durante l’estate e magari anche a quell’iscrizione in palestra che rimandiamo da un po’.

Come quando eravamo a scuola, il nostro cervello è settato su un calendario diverso da quello ufficiale: non importa se da quando la scuola è finita sono passati dieci o trent’anni, per lui – e di conseguenza per noi – l’anno nuovo inizia a settembre. Cioè dopo la pausa estiva. E che codesta pausa sia durata quindici giorni oppure uno e mezzo, non fa differenza così come non ne fa se le vacanze le abbiamo viste solo su Instagram, nei post dal mare e dai monti taggati #solocosebelle.

Di fatto è adesso che le nostre sinapsi ripartono.
Tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, con le scuole ancora chiuse e buona parte dei clienti ancora in vacanza, abbiamo il tempo per mettere ordine nelle nostre teste.

Questo è il momento giusto per fermarci e pensare a cosa vogliamo fare, ai doveri e anche ai desideri, compreso quello di cambiare casa, nel caso quella di oggi non ci andasse più.
Questo è uno dei periodi migliori per iniziare una ricerca perché c’è meno traffico in città, ci sono meno urgenze in ufficio e meno ansie, soprattutto; perché c’è meno gente che cerca di comprare e più che ha deciso di vendere.
Chi vuole vendere, in estate, durante le vacanze (sue o degli altri) ha il tempo per decidere di mettere in vendita il suo immobile e anche quello per trovare un accordo con gli eventuali comproprietari.
Chi vuole comprare, trova lo spazio per chiarirsi le idee, capire che tipo di casa vuole, in che zona, con quali requisiti fondamentali.

Per aiutarci nella scelta dell’immobile giusto, e ancora prima, nell’identificazione delle priorità ci sono i property finder e le loro domande (che vedremo insieme nel prossimo post).

 

*A seguire: le cose da sapere prima di decidere di cambiare casa

Domanda e offerta nel real estate

Il mercato italiano del real estate sta attraversando un momento di transizione perché deve passare dal modello obsoleto di ieri a nuove forme di risposta per domani. Ma anche per oggi.

Chi cerca un immobile oggi è molto diverso da chi ne aveva bisogno anche solo una decina di anni fa, ma l’offerta è rimasta a grandi linee la stessa da più di mezzo secolo.

Anche se sono cambiati i mezzi di comunicazione e adesso la pubblicità si fa in rete più che con i volantini e i giornali, l’approccio degli intermediari alle soglie del primo ventennio del duemila, non è diverso da quello del dopo guerra. 

Per chi compra, lo scenario si è contemporaneamente semplificato e complicato:

  • è più semplice perché in teoria riduce i tempi: cerchi casa sul web, guardi la zona con Google Earth o il satellite di Maps, mandi un messaggio e fissi una visita senza passare dalle Poste o dai centralini di inizio secolo;
  • lo è di meno perché l’offerta è spesso confusa: rischi di trovare lo stesso immobile in decine di annunci diversi con diversi prezzi e riferimenti.

La domanda di oggi arriva da persone che hanno più competenze di ieri, ma forse meno tempo, certamente meno pazienza ed è una domanda che è cambiata non solo nella forma e nella sostanza, ma anche nella sua espressione temporale. La casa non è necessariamente per sempre perché gli esseri umani di oggi hanno meno radici, e meno paura di muoversi.

E noi, quando ci adeguiamo?

Il lusso di realizzare desideri

Nella borsa di Anversa, dove si scambiano i diamanti più preziosi del mondo, da sempre i contratti si siglano con una stretta di mano.

Già, una stretta di mano.

Oggetti dal valore quasi infinito, passano di proprietà senza contratti: niente team legali pronti a scatenare l’inferno di carta bollata, solo fiducia.
Com’è possibile?
Semplice: sono professionisti.
Hanno un nome e una reputazione, e sanno che nel mondo dei professionisti (veri) un nome e una reputazione sono tutto quello che hai da perdere.

Noi – anche se vendiamo case, e non diamanti – siamo professionisti. Di nome, e di fatto.

Lo siamo sempre stati. Ancora prima di iniziare a costruire l’avventura di DESIDERAre, sapevamo che un giorno avremmo costruito qualcosa di diverso: un mercato che funzionasse meglio di quello in cui eravamo cresciuti, dove le strette di mano e la parola d’onore valgono più della lotta per la sopravvivenza; dove il pesce grande non mangia il pesce piccolo, ma lo accompagna al chiosco di panini più vicino, e nel caso gli paga pure il conto; dove non c’è spazio per bassezze dettate dalla fame di clienti.
Perché chi ha fame è pronto a qualsiasi mezzo, perché non può fare altro per sopravvivere.

Noi no. Non ci interessava SOPRAVVIVERE.
Noi volevamo VIVERE al meglio questo mestiere bellissimo che ci consente di fare una cosa rara: realizzare desideri, trovando case perfette per persone che meritano altrettanto.

Ci siamo dati, fin dall’inizio, delle regole di condotta.

Una sorta di etichetta morale, che poi abbiamo portato in rete, quando ci siamo approdati.

La più importante di queste regole è che siamo sempre stati a favore di qualcuno, non contro qualcun altro.
Questa è la nostra differenza, che ci ha aiutato a costruire un mercato florido da zero, considerato che la figura del Property Finder in Italia era praticamente sconosciuta, se non addirittura confusa.

Abbiamo scelto di lavorare con pochi clienti alla volta proprio per garantire a ogni singolo caso l’attenzione e la cura che merita.

E abbiamo deciso di comunicare allo stesso modo, poco ma meglio, affidando il nostro racconto solo a chi fosse stato capace di raccontare nel migliore dei modi la nostra missione.

La nostra comunicazione serve ad attrarre, non a sottrarre.

Siamo diversi. Siamo Property Finder. Siamo professionisti.
Di nome, e di fatto.

Le 3 strade per trovare casa (e i relativi costi)

Provvigioni zero, provvigioni standard, provvigioni importanti.

Come orientarsi?

Quando hai bisogno di comprare un immobile, per trovarlo hai tre strade che, escludendo i volantini sui pali della luce, vanno dal fai da te (zero provvigioni) ai brand più o meno blasonati del mercato real estate (provvigioni standard) fino al property finding (provvigioni importanti).

La ricerca “fai da te” va benissimo:

  • se vuoi fare tutto da solo e non vuoi pagare provvigioni;
  • se speri di incontrare sulla tua strada un venditore disperato (che deve vendere, in fretta), e anche onesto (che non ti nasconderà nulla che tu non debba sapere prima del rogito), che questo venditore abbia proprio l’immobile che fa per te e che quell’immobile non sia in alcunissimo modo viziato da aspetti formali o sostanziali (successione, donazione, pignoramento, servitù, ecc.)
  • se hai molto tempo e non hai fretta;
  • se sei in grado di orientarti tra uno, dieci cento annunci dello stesso immobile ma a prezzi diversi;
  • se hai voglia di infilare la tua email in una mezza dozzina di portali che poi la inseriranno nei loro “funnel” di marketing strategico futuristico;
  • se hai le competenze per distinguere un buon affare da una trappola, quelle per sapere quali documenti chiedere e come verificare i rispettivi contenuti e quelle per portare avanti una trattativa senza il supporto di un consulente.

La ricerca tramite un’agenzia immobiliare (più o meno blasonata) va benissimo:

  • se per te il brand è tutto e non hai bisogno di chiederti altro;
  • se non hai tempo e voglia di informarti su chi ti seguirà all’interno di quello specifico gruppo e di chiederti se sia o meno la persona che fa per te;
  • se non hai fretta, hai molta pazienza e la tua dote principale è la tolleranza;
  • se sei conscio di non essere l’unico cliente gestito dal tuo agente immobiliare;
  • se oltre a non essere l’unico, sei consapevole di essere in media uno dei venti clienti tra i quali l’agente dovrà barcamenarsi;
  • se essendo uno dei venti, ti rendi conto che il tempo dell’agente non si moltiplica, che l’agente non è divisibile e quindi non è nemmeno ubiquo.

Dopo il fai da te e in mezzo alle agenzie immobiliari c’è una terza via: quella del property finding, ovvero dell’approccio al mercato che non ha immobili da vendere ma clienti che affidano a un property finder – o property hunter – una ricerca specifica cucita sulle proprie esigenze che per soddisfare il tuo bisogno scelgono di seguire solo te.

La ricerca tramite property finding va benissimo:

  • se sai che il tuo tempo è il bene più prezioso che hai;
  • se sai che la competenza umana non può essere infinita, nemmeno la tua, e riconosci il valore della delega;
  • se sai che la qualità si paga sempre e che o la paghi prima (scegliendo cum grano salis) o la paghi dopo;
  • se a fronte di un servizio eccellente, su misura, per te, sei disposto a pagare un prezzo più alto rispetto a quello che pagheresti per un servizio standard condiviso con un’altra ventina di compratori come te.

 

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