Il diavolo cerca casa – capitolo 1

- Andy, non vieni a letto?

- …

- Ehi, Andy, amore? Lo sai che ore sono?

Nate fa un passo verso il divano e appoggia una mano sulla spalla di Andy ma lei nemmeno si gira. Fa il giro e raccoglie il cartone della pizza dal tappeto. La pizza è intatta, Andy non l'ha sfiorata.

- Non l’hai nemmeno toccata. - le dice sconsolato.

- Tu non ti rendi conto. - fa lei senza alzare la testa - Forse non capisci o magari non vuoi capire.

Nate alza gli occhi al cielo.

- Cosa, amore mio? - dice - Che sono le cinque passate, che tra mezz’ora suonerà la sveglia e tu ti metterai a urlare che sei in ritardo per qualche diavolo di caffè vegan da portare a Miranda? Che non hai mangiato niente? E che non sei neanche venuta a letto?

Nate sa bene che Andy è stanca e che le parole e il tono che sta usando sono la conseguenza dello stress, del poco sonno, e di tutto lo schifo delle ultime settimane. Anche Nate è stanco perché sono le cinque passate e poi Andy non è l’unica a lavorare ma se state pensando che sia arrabbiato siete fuori strada: Nate è solo triste per la sua ragazza. Vederla così gli spezza il cuore. Non se lo merita, Andy, non con quella testa, non con il suo talento. E per cosa, poi? Per la speranza che quel diavolo del suo capo si accorga di lei e delle sue capacità? O che se davvero Andy riuscisse a trovare la casa che cerca, Miranda poi la smetterebbe di farle fare la schiava?

- Non ti ci mettere pure tu che non è aria.

- Veramente io…

- Io cosa? Ma lo vedi come sono messa? Tre settimane, Nate, sono già passate tre settimane da quando Miranda mi ha chiesto di trovarle una casa, no, aspetta, non una casa e basta, ma LA CASA, quella perfetta, capito?, quella che va bene a lei, senza che però io sappia quale. E in queste tre settimane è andato tutto storto, Nate.

- Cos’è che è andato storto, Andy?

- Possibile che non ci arrivi? TUTTO! Tutto quello che poteva andare storto, a partire dagli annunci…

- Ma, amore, ma magari hai solo sbagliato filtri. Oggi ci sono così tanti portali per cercare immobili che poi uno si perde…

- Ma che perde e perde! E non usare la parola filtri con me che ti strozzo! Lo sai, almeno, cosa succede quando imposti un filtro?

… che il portale si aggiorna in base a quello e ti esclude le case che non ti interessano?

Appunto! Esclude, capito? E mentre esclude ti limita.

- Non ti seguo.

- Ti spiego. Immagina di impostare un tetto di 600.000 dollari.

- Ah però! Sarebbe il suo budget? Non male.

- No, è più alto, ma ho detto seicento solo per fare un esempio. Il fatto è che se tu metti il filtro a 600.000, poi non vedi più le case sopra quella cifra.

- Eh. E allora?

- E allora metti che la casa giusta sia in vendita a 610.000, e con il filtro a 600 non la trovi. Hai capito adesso? No, dico, hai capito il disastro?

- Disastro? Per i filtri?

- Per me, Nate, per me, quando domani Miranda mi chiederà cosa ho trovato per lei e si aspetterà un intero faldone di immobili e schede e presentazioni in Adobe Premier che manco alla mostra del cinema di Venezia… E invece...

- E invece?

- E invece io non avrò un bel niente da farle vedere e lo sai perché?

- Per i filtri?

- No! Perché ogni volta che ho intravisto uno spiraglio e ho provato a chiamare per avere informazioni, o non mi hanno risposto, o mi hanno detto che non potevano aiutarmi perché la casa non era per me, capito?

- Ma tu gli hai spiegato per chi era?

- Secondo te?! Certo che gliel’ho spiegato ma quei pochi che ho rintracciato non ne volevano sapere di dare informazioni a una stagista che non ha idea di che casa voglia il suo capo.

- In effetti...

- Oppure mi hanno detto di ritelefonare perché non c’era il tizio che seguiva l’immobile e anche quando mi hanno risposto, anche quando sono riuscita a parlare con qualcuno, e poi ho chiesto due planimetrie, mica la luna… Ma lascia stare, va’, che è tardi, e hai ragione tu, dovrei essere a letto anche perché non sto concludendo niente di niente.

- No, aspetta, tardi per tardi, vai avanti e dimmi delle planimetrie.

- Ah, vuoi sapere delle planimetrie? Ecco, anche a me piacerebbe, e mica solo parlartene ma averle viste, per esempio, ma il fatto è che non le ho mai ricevute.

- E quindi…

- E quindi domani è finita, Nate. Finita, hai capito? Finita come sono finite le mie illusioni, il sogno, il grande sogno americano che poi non è che a Milano cambi, o a Porto Recanati, o sulla riviera Veneziana, hai presente? "Sì è solo uno stage, ma se ti fai in quattro, vedrai che andrà bene, vedrai che si accorgeranno di quanto vali"... E invece no, Nate, l’unica cosa di cui si accorgerà Miranda è che non valgo niente.

- Non dire così, Andy, ti prego.

- Lo dico eccome. Anzi, già lo vedo. Lo sai cosa succederà domani, eh? Domani lei, a un orario imprecisato tra le sette e le undici, arriverà in ufficio, bella come il sole, lancerà il cappotto sulla mia scrivania, mi dirà una delle sue cattiverie e poi mi chiederà della casa. Della casa, capito? E lo sai cosa succederà?

- Che forse, finalmente, la manderai al diavolo?

 

Ore 13.00, ufficio di Miranda. Andy è alla sua scrivania quando arriva lei…

Clicca il link e scopri il resto.

 

Il secondo problema di una casa con giardino

Il primo problema di una casa con il giardino

Ghostwriter a la plage, lusso, vacanze, property finding e le meraviglie della delega

>No, no, non stavo scrivendo.
>No. Non stavo nemmeno girando un video.
>Mi stavo togliendo i sandali.
>Come perché? Tu fai il bagno con i sandali?
>Sì, stavo per fare il bagno.
>No. Non nella vasca, in mare.
>No che non sono al lavoro. So che suona strano, ma sono al mare.
>In vacanza, sì.
>No, non ho post da scrivere per Desiderare.
>Ma no che non mi hanno licenziato, è che i post per Desiderare sono già in bozza.
>Sì, sono al mare, ma i post sono nel server e c’è qualcuno che mentre io faccio su e giù per il bagnasciuga si assicura che vadano online, controlla i tag, mette le fotone… così io posso rilassarmi e…
>Si chiama lusso.
>No, e poi #lusso non è solo essere in vacanza, ma poter delegare a qualcuno che non mi tradirà, che farà il suo dovere per bene, e lo farà perché ne è capace, ne ha le competenze, la motivazione, il tempo… così a me resta il tempo per godermi la spiaggia, il sole, il mercato di domani mattina, tutto quello che mi va di fare. Un po’ come, immagina, essere in vacanza mentre qualcuno sta cercando casa per te, fa le indagini, visita un immobile dopo l’altro, e ti chiama e ti scrive solo per dirti che l’ha trovato e che è perfetto…
>Come chi? I property finder di DESIDERAre, ovvio e adesso scusa ma devo proprio andare.
>A fare il bagno. sono passate 4 ore dalla bouillabaisse la mamma dice che adesso si può.
>Due domande? Addirittura? Cosa vuoi sapere?
>No, non sono in vacanza con la mamma ma sì, mangio la bouillabaisse per colazione.
>Au revoir, mon chéri, à tout à l'heure.

Casa con o senza giardino?

L'estate è la stagione dell'anno che marketer, social media manager e nutrizionisti annunciano a partire dal 7 gennaio; è la stagione degli amori fugaci e a lungo rimpianti*, delle vacanze, delle code in autostrada e sulle litoranee, delle città deserte; è il tempo in più per scoprire che senza smartphone siamo morti, privi di informazioni per vincere a Trivial, quando non di argomenti per sostenere una conversazione. L'estate è anche la stagione delle riflessioni, delle cene all'aperto, degli inviti nei giardini altrui, dei pensieri su quale casa comprare. Nei 4 post che seguiranno, proveremo a riflettere sulla scelta di una casa con giardino. Come (quasi) sempre, lo faremo gigioneggiando, usando due versioni della nostra ghost e altrettanti punti di vista.

Questa è la prima puntata.

Per non perdervi le altre, abbonatevi al canale Youtube (o pioverà anche sulle nostre vacanze).

Aste: l’affare del secolo?

Sui siti immobiliari gli annunci le aste sono in crescita e c’è chi dice, poffarbacco!, che si possa addirittura comprare casa senza soldi.

Ripetiamo: c’è chi dice che si possa comprare casa senza un euro. E mica solo lo dice, ma ci fa perfino i corsi. Ci scrive i libri. E non conta che la penna che scrive i libri non sia quella che li firma, ma conta sapere che non è la mia.

Dicevamo.
... Tiene seminari, vende giornate di training.
Non ci credete?

Chiedetelo a Larry Page, uno dei due fondatori di Google (l’altro è impegnato a diventare immortale).

In ogni caso vi risparmiamo la fatica e ve lo diciamo chiaro e tondo e senza giri di parole.

Non è vero.
O non lo è in senso assoluto.

Spieghiamoci meglio.

Per comprare casa serve denaro. Così come per ogni altro acquisto.
Chi racconta che si possa fare senza soldi è perché si riferisce non a una “magia” (che sarebbe comunque più onesta) ma a un nuovo incredibile mercato. Quello del saldo e stralcio alla bibidi-bobidi-bù che riassunto in poche righe/byte/mega sta per:

  • trova un essere umano sul lastrico, seppellito dai debiti ma con la casa che ti interessa;
  • scopri quanto deve a chi e perché;
  • riduci i suoi debiti e fa in modo che la casa vada all’asta;
  • compra la casa senza averla pagata;

Tadaaààà! Magia.
Il gioco è fatto. Okay?

No.

La verità è che il saldo è stralcio è un mondo difficile che richiede competenze. Che il mercato delle aste è più complicato, movimentato e variopinto e oscuro di quello della fiera dell’est. Che la crescente popolarità del suddetto mercato attira un sacco di predatori, sciacalli inclusi. Che a fronte di pochi pochissimi operatori seri, capaci, competenti (che ci sono e se vi va ve ne possiamo parlare), là fuori è buio e nel buio inciampare è facilissimo.

Quindi?

Se proprio vi interessano le aste, almeno assicuratevi di scegliere qualcuno che sappia come gestirle.
Diffidate dalla promesse miracolose.
State alla larga dai predatori.

E come sempre, scegliete qualcuno che sappia come muoversi perché l’unica vera certezza per “fare l’affare del secolo” è evitare le sòle.

Capire il vero valore di un immobile

>> Ho bisogno di capire il valore reale di un immobile.

Facciamo una premessa.

Il valore di un immobile dipende da fattori specifici. Alcuni di natura oggettiva: aspetto, finiture, zona, metratura e ancora anno di costruzione. Altri di natura squisitamente soggettiva.

Ovvero?
Ovvero il valore di uno stesso immobile cambia al variare dell’osservatore.
Ovvero?
Se l’osservatore - cioè chi stabilisce il valore - è il venditore dell’immobile, quell’immobile non sarà più solo un immobile (da vendere), ma magari il ricordo di una vita, la casa in cui è nato o quella che ha comprato con la prima - insostituibile e poi per fortuna sostituita - moglie.
Se l’osservatore (che ripetiamo è chi stabilisce il valore dell’immobile) è il compratore, per quanto possa raccontarsi/ci/mi/pi/ti di essere oggettivo nelle sue valutazioni, sarà portato a sminuirle.

Parliamo di affari, giusto?

Se sto pensando di comprare casa tua, è umano che io cerchi di fare un affare…

E se l’osservatore è un esterno?
Dipende dalla posizione dell’esterno.
Da con chi sta l’esterno, con chi lavora, per chi…

Se lavora per tutte e due le parti, compratore e venditore, quasi sempre significa che lavora più per se che per te…

Deve chiudere, ragazzi, e deve farlo in fretta.

Quindi? C'è un modo per capire il vero valore dell’immobile che vorrei comprare?
Sì. scegliendo di avere al fianco un professionista che lavori per te e solo per te.

 

Le 3 regole per vendere casa

Vendere casa è un’impresa in senso letterale e in senso astratto perché richiede capacità imprenditoriali, costa fatica, tempo, risorse.

Come ogni altra impresa anche vendere casa ci espone a una serie di rischi diversi a seconda del momento, della situazione, delle nostre competenze e il rischio imprenditoriale è il delta che ci ripaga quando facciamo le cose per bene, quando curiamo ogni fase della vendita - dal prezzo alla scelta del target (i potenziali acquirenti), dalla comunicazione (quali canali, quali parole, quali immagini) alla presentazione della casa, dalla negoziazione, al rogito - cum grano salis.

Dire che la prima regola per vendere un immobile è avere un bell’immobile da alienare può sembrare un truismo, come dire che se il generale La Palice non fosse morto sarebbe ancora vivo, ma non lo è perché quello che piace a noi potrebbe non piacere al mercato (i nostri potenziali acquirenti) e non incontrarne il favore.

Anche stabilire il prezzo di vendita non è facile: il valore che diamo noi alla nostra casa non può essere oggettivo perché quella di cui parliamo è casa nostra, l’abitazione che abbiamo scelto, comprato o ereditato, il nido che abbiamo vissuto. Così come l’immagine nella nostra testa è diversa da ciò che vedono i compratori. Ed è ancora un’altra rispetto a quello che può vedere un professionista.

La seconda regola per vendere casa (=compiere l’impresa della vendita massimizzando i profitti e minimizzando i rischi) è affidare l’incarico a un agente immobiliare che collabori. Ovvero che abbia una rete di contatti con altri agenti e agenzie in modo da centuplicare le possibilità di successo.

Anche qui possiamo pensare che sia solo buon senso (e in effetti…) e che la collaborazione sia alla base di ogni mercato, soprattutto di quello immobiliare, ma la verità è che il professionista giusto è quello che può permettersi il lusso di dedicarsi a noi in esclusiva o quasi. Quello sbagliato è l’agente che per sopravvivere deve gestire decine, centinaia di operazioni in contemporanea.

Il primo costerà più del secondo, ma ci risparmierà rischi, tutelerà i nostri interessi, e non avrà fretta di chiudere un accordo pur di incassare le provvigioni da tutte e due le parti.

Parlando di professionisti la tentazione può essere poi anche quella di evitarli e optare per il fai-da-te, magari con qualche annuncio gratis in rete, o un post da far girare sui social. Magari per risparmiare le provvigioni, ancora prima di sapere di quanto si parli.
Ma il fai da te bisogna saperlo fare e nel caso di una vendita - così come di un’impresa - servono competenze specifiche, serve tempo, servono capacità negoziali e conoscenze.

Scegliere di incontrare un agente 2.0, uno che ha sposato l’approccio del property finding, ci semplificherà la vita e ci permetterà di:
- dare un valore affidabile e sensato al nostro immobile;
- orientarci con i documenti da produrre;
- migliorare la presentazione della nostra casa;
- non impazzire con decine di visite inutili;
- concludere la trattativa nel nostro esclusivo interesse.

 

Casa al mare: 7 buonissime ragioni per NON comprarla

Comprare o non comprare una casa al mare?

Avendo già parlato dei pro - qui - ora tocca ai contro.
Di motivi per NON comprare una casa al mare, ne abbiamo trovati 7, in ordine crescente di rilevanza.

Motivo n. 1 per non comprare una casa al mare

Stessa spiaggia, stesso mare.
Una casa al mare può essere bellissima, così bella da togliere il fiato ma per quanto bella possa essere il primo anno, lo sarà un filo di meno il secondo e poi il terzo e avanti a scendere. L’uomo*per non parlare della donna* è un animale che si stanca in fretta e quello che ci piace da morire oggi è facile che domani diventi abitudine e dopodomani fonte di grattacapi.

Motivo n. 2 per non comprare una casa al mare

Stessa spiaggia, stesso mare. Ancora?
Qualunque sia la location scelta per l’acquisto della casa al mare, quella è e il rischio è doppio: se l’ambiente cambia, potrebbe non farlo in meglio. se non cambia, potremmo stufarci.

Motivo n. 3 per non comprare una casa al mare

Senza casa al mare, possiamo dire no-grazie all’effetto Lexotan (ovvero il tranquillante naturale di chi ce l’ha e non va in ansia per le vacanze) e andare avanti a farci venire i sudori freddi da luglio in poi (perché sudare fa bene al sistema endocrino e se il sudore è freddo funziona anche come anti-afa).

Motivo n. 4 per non comprare una casa al mare

Quanto è pura l’avventura.
Qualunque sia la nostra età, profilo, carriera e status, per una volta possiamo decidere di scoprire il fascino dell’avventura. Ovvero: partire e basta senza uno straccio di piano visto che di quelli ne abbiamo piene le scrivanie tutto il resto dell’anno.

Motivo n. 5 per non comprare una casa al mare

Prendere il sole, oppure le sòle?
Non comprare una casa al mare evita di investire risorse lontano da casa e poi doversene occupare e preoccupare.

Motivo n. 6 per non comprare una casa al mare

Scegliere una casa al mare è un rischio per chi non conosce il territorio come e meglio delle sue tasche, per chi di mestiere non fa l’agente immobiliare in loco, per chi non ha rapporti privilegiati e di lungo corso con gli autoctoni.

Motivo n. 7 per non comprare una casa al mare

Non avere a portata di mano (o di clic) una rete di property finder che possa aiutarci a scegliere se comprarla o meno, e proprio lì dove pensavamo, ed esattamente quella che sogniamo noi.

Se invece la rete c’è, e noi continuiamo a DESIDERAre la nostra casa al mare, i property finder potranno aiutarci a:

  • sciogliere i dubbi (in modo molto più serio di quanto non faccia chi scrive qui);
  • identificare le nostre priorità e i bisogni;
  • trovare l’immobile perfetto;
  • sollevarci dai rischi;
  • evitarci perdite di tempo, soldi, capelli e altre risorse.

CASA AL MARE: 7 buonissime ragioni per comprarla

Comprare oppure no una seconda casa?

In questo post vediamo le ragioni a favore di un acquisto in riviera.

Motivo n.1 per comprare casa al mare: sfruttare l’effetto Lexotan diretto

Possiamo dire addio all’ansia da fine luglio, quella che assale i ritardatari di tutto il mondo a un soffio dalle vacanze e che poi comporta sessioni di estenuante ricerca online, conduce a scelte frettolose/obbligate e invece di condurci a scenari alla Laguna Blu, manda noi e le nostre vacanze a Patrasso.

Motivo n. 2 per comprare casa al mare: approfittare dell’effetto Endorfina

Senza ansia, possiamo smettere di litigare con la nostre metà della mela, quadrupedi inclusi, sulla meta, sulla durata, sulle stelle che uno dei due pretende e sulle stalle che chi prenota rischia - ahinoi - di trovare.

Motivo n. 3 per comprare casa al mare: usare a nostro vantaggio il surriscaldamento del pianeta

Se scegliamo una casa in doppia R di “Ragionevolmente Raggiungibile”, possiamo usarla da maggio a settembre (inoltrato)

Motivo n. 4 per comprare casa al mare: i cittadini e i vicini

Possiamo dire basta ai fine settimana in città in mezzo all’afa, alle facce pallide dei nostri concittadini, e a quelle non sempre concilianti del vicinato.

Motivo n. 5 per comprare casa al mare: gestire, invitare e zittire parenti serpenti e amici-amici

Anche noi, possiamo dire “Venite quando volete” a tutti gli amici-amici che fino a ieri ci chiamavano per farci sapere di essere già in macchina, diretti verso la casa al mare. Parenti inclusi.

Motivo n. 6 per comprare casa al mare: investire sul peso del mattone

Anche con i mercati che vanno su e giù, anche con la crisi che sembra passata ma invece  no, anche senza essere avidi speculatori, comprare una bella casa in un buon contesto è sempre un investimento intelligente.

Motivo n. 7: godere della leggerezza della delega

Sapere che per trovare una casa lontano da casa basta scegliere il property finder giusto, moltiplica per dieci il risultato e gli effetti dei motivi dall’uno al sei ovvero ci assicura di fare la migliore scelta possibile.