Qualità o quantità: la risposta del fantasma-madre sul mercato immobiliare

Qualità o quantità?

Il dissidio è vecchio quanto la barba di Noè, quanto i calli sui millini mummificati di Iside, quanto i capelli prima neri come la pece, poi rosa e infine azzurro-carta-da-zucchero-ma-va-via-subito-che-sono-solo-grigi della qui scrivente fantasma madre, Roberta Giulia Amidani che oggi, signore e signori lettori, celebra il suo 42esimo compleanno.

Dal punto di vista matematico, festeggiare 42 anni significa essere entrati nel 43esimo anno di vita il che a sua volta significa, nell'ordine:

  • che anche i grandi, grandissimi luminari della scienza medica moderna, possono sbagliare e che nella fattispecie - essendo io ancora vivissima - con me hanno preso un granchio;
  • che quattro decadi di esistenza sono un tempo sufficientemente lungo per cominciare a capirci qualcosina della vita ma non così tanto da essersene stancati;
  • che davanti alla domanda del titolo del post, viste le premesse, io ho la mia risposta.

Qualità o quantità?

Se non posso avere entrambe, la mia scelta va verso la qualità e - visto che questo è il blog dell'unica vera rete di property finder d'Italia - vale anche parlando di immobili.

Da cliente:

  1. non mi interessa che tu mi porti a vedere cento immobili che non ho voglia di visitare e valutare, ma voglio che tu me ne presenti una rosa limitata nella quale scegliere la casa perfetta;
  2. non mi rende felice sapere che hai duemila case simili a quella che cerco, né che gestisci quattordici agenzie in città, e nemmeno che sotto di te lavorano centinaia di agenti: a me basta UNA casa (quella giusta), UNA sede (che si interessi a me) e UN agente che non si dimentichi:
    1. di rispondermi al telefono;
    2. di mandarmi i documenti che mi servono;
    3. che senza clienti felici, di agenzie ne puoi avere anche un milione, ma non vai da nessuna parte.

Ecco perché un singolo professionista che gestisce pochi immobili per me vale più di una rete che sostiene di avere centinaia di incarichi:

  1. perché, primo, "sostenere" è un verbo che lascia spazio a un sacchissimo di fuffa (come sono gli incarichi? in esclusiva? in copia e incolla dalla rete? quelle case lì ce le hai solo tu o mezza città?);
  2. secondo, se la rete gestisce davvero tanti-troppi immobili, col piffero che avrà il tempo per dedicarsi davvero a me.

A 42 anni compiuti oggi, cari lettori di questo blog, ho capito che:

  • NON ho tempo per cercare casa su internet, che non ho tempo per impazzire seguendo gli annunci online cercando di capire su quanti siti appaiano in contemporanea ma a prezzi diversi e diverse condizioni;
  • che non ho voglia di perdere soldi, capelli e anni di vita, facendo male e da sola quello che un property finder fa per mestiere;
  • e, infine, che se voglio cambiare casa, non ne ho di arrabbiarmi davanti a promesse non mantenute, linguaggi da troll e slogan farlocchi di chi fa finta che la matematica non esista e giura di essere in grado di gestire me e altri 999 clienti in contemporanea.

Chiudo dicendo a chi legge:

Se stai pensando di cambiare casa, valuta il supporto di un property finder, uno vero, serio, qualificato.

Se il tuo mestiere è trovare case e/o venderle, smetti di raccontarmi (= a me, come sineddoche della tua clientela) che oltre a me gestisci altri milioni di casi perché, davvero, non mi fai venire voglia di fidarmi di te.

 

 

 

 

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