{"id":725,"date":"2016-07-15T02:13:26","date_gmt":"2016-07-15T00:13:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/?p=725"},"modified":"2018-03-05T23:03:15","modified_gmt":"2018-03-05T22:03:15","slug":"le_avventure_di_superfinder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/le_avventure_di_superfinder\/","title":{"rendered":"Le avventure di SuperFinder"},"content":{"rendered":"<p><iframe src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/X2EYVsb1GsA?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo stava fissando da cinque minuti ormai. Senza dire una parola, ne scrutava i contorni, in cerca di qualcosa che non lo convincesse. Non la casa, quella sembrava ok. Ma lui, lui proprio. C&#8217;era puzza di imbroglio, la sentiva a un miglio di distanza. Pareti appena imbiancate, pavimento rifatto, tubature e impianti certificati, infissi antisfondamento. Tutto pulito, tutto nuovo. Troppo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il vecchio proprietario sudava freddo, i capelli gli si erano rizzati in testa, e i denti gialli uscivano fuori dalle labbra, sformate dal terrore. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u00c8 DAVVERO tutto qui, signor Ricciardi? &#8211; disse Lui con finta calma. Aveva i capelli lunghi tirati all&#8217;indietro, fisico possente da negoziatore, spalle allenate da mille trattative e due occhi glaciali, che facevano tremare i muri in cerca delle crepe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; S&#8230;s\u00ec&#8230; Tutto qui&#8230; Le ripeto, \u00e8 davvero un ottimo affare. Io me ne libero solo perch\u00e9 ormai&#8230; sono vecchio&#8230; sa com&#8217;\u00e8&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Eppure, &#8211; gli rispose &#8211; da queste parti, i prezzi in media sono 50 mila pi\u00f9 alti. Si \u00e8 convertito alla filantropia, signor Ricciardi? &#8211; e sorrise di un sorriso macabro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Mi interessa solo chiudere al pi\u00f9 presto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Bene. E chiuderemo, questo glielo assicuro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Deglut\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Mi parli della terza mattonella in fondo a destra, nel ripostiglio. E&#8217; leggermente pi\u00f9 sollevata delle altre. Ci sono state infiltrazioni dai vicini? E i bulloni del Wc, angolo finestra, sono lucidi da un lato, come se fossero stati svitati pi\u00f9 di due volte negli ultimi cinque anni. C&#8217;\u00e8 qualcosa della fecale che dovrei sapere, signor Licciardi?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mentre Licciardi prendeva fiato per abbozzare una risposta, si sent\u00ec un rumore di chiavi oltre la porta, nelle scale. Era la dirimpettaia. Lui balz\u00f2 in piedi dal divanetto e corse alla porta. Licciardi prov\u00f2 a fermarlo, ma non gli riusc\u00ec di correre avanti pi\u00f9 veloce. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Apr\u00ec di scatto la porta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Buongiorno, Signora &#8211; disse Lui, galante, a quella donna dall&#8217;aspetto simpatico. Era una signora grossa, affannata per le rampe appena fatte, e si gir\u00f2 con un sorriso bellissimo, posando in terra due buste della spesa piene zeppe di un solo ingrediente: cipolle.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Uhhh! Buongiorno Signor Licciardi! Tenete ospiti, eh? Come state? Avete visto che tempo! Maronna mia, io ho steso i panni stamattina e non si vogliono proprio asciugare. Mi ha raccontato l&#8217;altro giorno mia cugina Marisa che da quando sta a Milano non \u00e8 riuscita a togliere la puzza di umidit\u00e0 dai vestiti di suo figlio Gino, ve l&#8217;ho detto che quel poverino \u00e8 stato male? Si \u00e8 preso la scarlattina? No, le buste le porto da me, giovanotto, grazie. Com&#8217;\u00e8 gentile il vostro amico. Io m\u00f2 m\u00f2 sto tornando dal fruttivendolo, sono scesa per prendere due cipolle perch\u00e9 devo fare una bella genovese come Dio comanda per domenica, che vengono tutti i parenti a pranzo, poi sentiterete che profumo: ci con-so-lia-mo. Arrivederci, Arrivederci, salutatemi vostra moglie, quella cara donna, la vedo poco, ma sta bene&#8230;? Tante care cose&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entr\u00f2 in casa senza smettere di parlare. La sua voce si fece sempre pi\u00f9 lontana, ma non smetteva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lui lo guard\u00f2. Licciardi mostr\u00f2 un sorrisetto teso. Lentamente fece qualche passo verso la porta dei vicini, diede un&#8217;occhiata al cartellino sul campanello. BRAMBILLA, diceva il foglietto bianco, stampato largo, sotto il pulsante. Not\u00f2 che i bordi erano leggermente spiegazzati, come se qualcuno l&#8217;avesse ritagliato un po&#8217; pi\u00f9 grande del dovuto, e avesse provato a incastrarlo nello spazio che c&#8217;era. E poi sembrava nuovo, quel foglietto. Appena stampato. Lo tir\u00f2 via, con un gesto rapido. Licciardi trem\u00f2 come se gli avessero morso una coscia. BRAMBILLA GENNARO &#8211; ESPOSITO CONCETTA, diceva la targhetta sotto. Quella vera. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si gir\u00f2 di nuovo verso il proprietario dell\u2019appartamento, che minimizz\u00f2, imbarazzato. A un tratto si sent\u00ec un rumore, leggerissimo. Anzi: non si sent\u00ec nessun rumore, ma lui lo percep\u00ec comunque. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dum<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dum. Dum. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Era come un dito, che batteva piano su una superficie morbida. Morbida ma tesa, reattiva; un suono cupo, con un lieve cigol\u00eco, come di due piattini metallici che si sfregano in contatto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli venne un sospetto. Sal\u00ec le due rampe che lo portarono al piano di sopra, seguito con affanno da Licciardi, che provava ad afferrargli il braccio, per farlo rientrare in casa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dum. Dum.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Appoggi\u00f2 l&#8217;orecchio alla porta di destra, poi a quella di sinistra. <\/span><\/p>\n<p>Dum.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il rumore era sempre pi\u00f9 vicino, ma non veniva da nessuna di quelle due porte. Sal\u00ec l&#8217;ultimo ammezzato. Il suono si fece chiaro. <\/span><\/p>\n<p>Dum. Du-dum.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Buss\u00f2 alla porta. Era una bella ragazza, vestita di una gonna nera, lunga e ampia, con un foulard arrotolato in testa. Apr\u00ec con uno sguardo gentile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Buongiorno! Vi aspettavo. E&#8217; pronta, come nuova.<\/span><\/p>\n<p>Dentro era un ambiente rustico, quasi etnico. Tutto di legno, con foto di un mare splendido, gente allegra, spiagge meravigliose. Un odore di segatura penetrante e quello intenso della pelle. Capra, per la precisione. Tutto intorno, appese alla parete, una dozzina di TAMMORRE.<\/p>\n<p>La signora ritorn\u00f2 con un pacchetto tra le mani, di carta gialla.<\/p>\n<p>&#8211; Si era solo allenato un piolino. La riparazione \u00e8 gratuita. Tenetela al riparo dall&#8217;umidit\u00e0, senn\u00f2 quest&#8217;estate suona floscia.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al centro della stanza, una grande insegna campeggiava fiera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Laboratorio di Restauro di Tammorre LU MARE DELLU SALENTU. Pronto soccorso e accordature di emergenza 24\/h. Corsi tutto l&#8217;anno&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Licciardi esausto, con la testa tra le mani, singhiozzava seduto sul bordo di un gradino. Lui pass\u00f2 senza nemmeno guardarlo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Mi spiace. La prossima volta provi con un&#8217;agenzia &#8211; disse SuperFinder mentre scendeva, cancellando quell&#8217;indirizzo dal suo telefonino. <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-1478\" src=\"http:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Schermata-2018-03-05-alle-23.01.34-1024x541.png\" alt=\"\" width=\"503\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Schermata-2018-03-05-alle-23.01.34-1024x541.png 1024w, https:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Schermata-2018-03-05-alle-23.01.34-300x159.png 300w, https:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Schermata-2018-03-05-alle-23.01.34-768x406.png 768w, https:\/\/www.desidera-re.it\/dpf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Schermata-2018-03-05-alle-23.01.34.png 1250w\" sizes=\"(max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stava fissando da cinque minuti ormai. 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