È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di avere a che fare con uno di loro. E se non ci è capitato, li abbiamo almeno visti passare per strada. “È uno di quelli!” abbiamo subito sentito il dovere di esclamare, senza timore di poter sbagliare.

Già, perché se è impossibile riconoscere un macellaio, un carabiniere o un assicuratore dai loro abiti borghesi, un agente immobiliare lo si riconoscerebbe anche a Ibiza (soprattutto a Ibiza!), anche in costume. Qualcuno persino senza.

E non sono le occhiaie da quinto piano senza ascensore, né i piedi sfatti dal tacco punta su e giù per i marciapiedi.

C’è dell’altro. Proviamo a capire cosa, con un elenco dei tipi inquietanti che possono mettersi tra voi e la vostra prossima casa.

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1. Il tecnico

È capace di fare il computometrico a occhio, con errore standard di uno o due millimetri quadri. Per lui tutto lo spazio in altezza è spazio inutilizzato, le finestre sono dannosi inconvenienti di coibentazione, e non riesce proprio a capire non capisce perché le persone sentano il bisogno di poter alzare le braccia quando potrebbero soppalcare anche i soppalchi, e l’angolo cottura sopra la lavatrice permetterebbe di guadagnare preziosissimi metri cubi.

2. Il Wanna Marchi

Magari non urla così sguaiatamente, ma vendere case resta per lui è una passione sfegatata. O almeno, lo era, prima di aver capito che forse non è il mestiere adatto al suo impeto travolgente. La passione, dunque, si è trasformata in frustrazione. E poi in disperazione. Poi in rabbia: non propone case, le impone. E chi non le vuole è un cretino.

Non si sa perché, le provvigioni rispetto agli altri colleghi un po’ meno ritardatari e un tantinello più seri hanno lo stesso differenziale di Pil tra Cina e Ruanda.

3. Il Cravattones

La cravatta a righe dai colori improbabili non è solo un marchio riconoscitivo dell’agenzia per cui lavora, è diventata ormai un segno indelebile della sua identità. Fa niente se il verde non ci sta bene con il completo blu e con le sneakers marroni che fa un po’ casual un po’ cretino, egli non farà mai a meno dell’accessorio che ogni uomo dovrebbe avere, nemmeno la domenica a pranzo dalla nonna, sopra il lupetto a girocollo. Si dice la indossi anche nell’intimità.

4. Il sovversivo
– Ascolti il mio consiglio, non la prenda.
– Non la prendo? E perché non dovrei?”
– Non è una buona casa. E poi stanno per aprire un ristorante thai. Vede quei buchi nel muro? Non sono le prese d’aria. Sono le canne fumarie del ristorante! Le vanno dritto in casa!
– Ah, ma me l’ha proposta lei…
– No, era solo una copertura per i miei capi, che le vogliono rifilare questo bidone. In realtà ci sarebbe mio cugino che fitta un bilo in zona Parchi, ottimo affare… potremmo fare una cosa fuori dall’agenzia… ci guadagna lei e ci guadagno io…

5. Il filosofo urbano

“La zona è in forte espansione demo, un po’ intercultural, poco ethnic comunque, stia tranqui. Il parchetto è spoglio perché è simbolo di rurale, luogo di discendenza; ci sono anche i drogati che sono metafora della corruzione della società. Il condominio ha votato contro l’ascensore, e ha fatto bene, perché sarebbe l’ennesimo non-luogo imposto dai canoni occidentali del fare habitat: salire al settimo a piedi con le buste della spesa è l’ultimo baluardo che ci resta contro la commercializzazione delle masse”.

E quindi?
Quindi c’è un altro modo per trovare la casa che sogni, senza per forza incappare in tali fenomeni.
Come?
Scegliendo da chi farti aiutare.
Cioè?
Cioè evitando come la peste quelli strani, quelli furbi, quelli troppo veloci, aggressivi e perfino troppo chic e chiamando noi che ti staremo al fianco per trovare la casa che sogni.

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