L’atmosfera è surreale. Da film. Le strade sono deserte. I locali quasi tutti chiusi.

In giro non c’è un’anima, a parte noi, chiaro.

Noi siamo rimasti.

Siamo rimasti in città perché quest’anno ho deciso di saltare le vacanze pop.

Siamo liberi professionisti entrambi.

Le scuole riaprono dopo il dieci.

Per un anno, voglio provare l’ebrezza di una spiaggia deserta. O quasi.

Non voglio le solite facce, sotto i gazebo di Forte o le paglie del 34 di Riccione. Né i soliti piedi a un metro dal mio naso.

Voglio la pace.

Ci meritiamo settembre – ho annunciato, tutta tronfia, a metà luglio. Ho prenotato Formentera.

Avremo l’isola tutta per noi – ho continuato.

Il mio legittimo mi ha guardato, ha spostato l’occhiale dall’iPad, e mi ha detto:

«Benissimo, così ad agosto cerchiamo casa.»

La declinazione del verbo, alle nostre latitudini, configura un plurale maiestatis: quando lui dice “cerchiamo”, non pensa davvero di mettersi al mio fianco e cercare con me. Intende “Tu cerchi, io al massimo esprimo un parere a posteriori”.

Dal giorno dopo la rivelazione, ho iniziato. Dal web, ho scelto una ventina di annunci. Chiamato altrettanti referenti. Ricevuto qualche centinaio di email e sudato come una maiala arrosto per cercare parcheggio in una città in cui ci siamo solo noi e i controllori del traffico.

(Ma non vanno mai in vacanza?)

Sono state le due settimane peggiori della mia vita.

Più brutte di quelle prima dell’esame di stato. Più del termine delle mie due gravidanze. Più del parto stesso.

Ho persino cercato un lastminute per far finta di niente, rimangiarmi settembre e partire.

E invece… Tra un annuncio e l’altro, sono capitata su una favola. Parlava di tre porcellini in cerca di casa. Ho riso come una scema. Poi ho smesso e ho esplorato le altre pagine.

Dopo di che ho iniziato a sorridere.

Oggi è il 5 di agosto. Venerdì. E domani, sabato sei, ho un appuntamento. No, non è vero. non è un appuntamento, ma l’appuntamento.

Incontrerò chi troverà casa per me. Per noi.

Non dovrò più imbufalirmi sentendo vocette sgrammaticate e claudicanti che nemmeno mi

ascoltano. Non dovrò più sudare freddo per mantenere la calma di fronte a una dicotomia da guinness fra annuncio e visita. Non dovrò più perdere tempo a richiamare per cercare qualcuno che abbia le

chiavi di un attico vista castello in una palazzina di due piani.

Domani incontro un property finder e il mio sorriso sembra quasi una paresi.

Il mio legittimo mi ha chiesto se avessi un amante.

Io gli ho letto la favola dei tre porcellini e lui, che di solito ha bisogno del manuale, ha capito al volo.

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