Sono tempi, questi, di cambiamento.

Ce lo spiattellano tutti i giorni davanti al muso, il cambiamento.

E in effetti, il mondo gira a velocità tripla rispetto a soli dieci anni fa. Giri di informazioni, cose, persone impossibili da prevedere anche per il più visionario degli anticipatori.

settembre

Settembre, poi, è il mese per eccellenza. E’ il mese per (ri)cominciare la dieta, la palestra, la piscina, la corsa. Per cercare il nuovo amore, la nuova casa, il nuovo lavoro. Per ricominciare a studiare, per scrivere il nuovo libro, dare un taglio alle cose inutili, concentrarsi su quelle buone/sane/fighe, o semplicemente su quelle nuove.

Quali sono i tuoi cambiamenti, per questo settembre? Non che debbano esserci per forza, ma forse, se sei stato in vacanza (o anche solo in ferie) significa che quello che fai per vivere non è il tester di cocktail o il collaudatore di materassini alle Baleari.

E quindi probabilmente la tua vita ha qualcosa che non va – una cosa, QUELLA cosa – che ti ha stancato e a cui senti di dover dare un taglio.

Cambiare, mutare, evolvere, sono le cose che hanno permesso all’uomo (ma anche ai pappagalli, ai canguri, agli ippopotami, ai coccodrilli) di essere ancora qui dopo qualche milioncino buono di eruzioni, glaciazioni, s-glaciazioni, calamità naturali varie ed eventuali (ma dai terremoti, purtroppo, ci facciamo ancora cogliere troppo, troppo, troppo impreparati…).

In tutto questo traffico, al centro dei mille bivi di fine estate, puoi starci in due modi.

Che qualcuno provi a resistere è naturale. È antibiologico, contro-natura, destinato all’estinzione. Ma naturale. Il cambiamento fa paura, perché sconvolge la rincuorante serenità della routine.

Poi ci sono quelli che ci provano, che si impegnano, che si lanciano nel traffico di cose, idee e persone; ci mettono la faccia e la pelle e provano ad andare oltre: sé stessi e i loro tempi. Che ci riescano o no, questo è un altro discorso. Loro, almeno, ci hanno provato. 

Infine, c’è una terza categoria di persone. Infingardi e opportunisti, che del cambiamento si riempiono la bocca e la partita iva.

Attenti a questi.

Promettono rivoluzioni, ma in realtà vendono parole al vento, le alitate pesanti di chi parla, parla, parla perché non sa fare altro, senza fermarsi mai, per evitare che qualcuno possa avere il tempo di pensare che – in realtà – non ha detto proprio nulla.

Di nuovo, ripeto, attenzione.

La rivoluzione non è un servizio (che si vende in affiliazione a 350€ al mese).

La rivoluzione non è un software (in comodato d’uso gratuito con il nuovo apparecchio).

La rivoluzione non è una proposta commerciale (specie se per capire cosa diavolo vendi devo darti la mia email e devo scaricare il tuo fantastico ebook gratuito).

Soprattutto, la rivoluzione non è quella cosa che si fa ogni terzo weekend del mese in una sala conferenze quindici posti con sedie di vellutino azzurro a Pizzighettone sul Mincio in pernottamento obbligatorio tre stelle, mezza pensione 650€ solo per chi prenota entro oggi, sennò da domani il corso costa 17 mila.

Utilizzano il metodo Novella 2000, questi: copertina patinata e tante promesse. Scoprirai tutto su quel divo, troverai la dieta adatta a farti perdere 15 kg in sette giorni, i rimedi per avere una pelle perfetta nutrendoti solo di Magnum alla nocciola, e la guida infallibile per diventare milionari lavorando dal divano di casa.

Poi apri, scorri, leggi, e dentro niente. Niente. Hai consumato soldi – tempo – energia, e ne hai ricavato solo parole vuote. E inutili.

Sono le agenzie che ti promettono la vendita veloce, il servizio miracoloso, la consulenza magggica. Di solito hanno un sito senza il CHI SIAMO, parlano utilizzando solo il pronome personale NOI (la sindrome del mago Otelma), comunicano in maniera passivo-aggressiva, si sbrodolano addosso, ma sono solo cariatidi imparruccate con tre dita di cerone.

Questi scarafaggi del mercato si nascondono e proliferano nel sistema fognario della parte sana. Sono tanti, non perché la cosa funzioni (di solito durano il tempo di un anno contabile), ma solo perché il ricambio è continuo.

Per tenerli a bada, e lasciarli a quella parte di internet dove sono tutti titoli acchiappaclick e foto di gattini, la rivoluzione – quella vera – sta nel continuare a perseguire quello che ha sempre fatto e farà la differenza: i valori alla base.

Se non ci sono, la fregatura è assicurata.

Chiedigli cosa ti propongono, e se ti parlano solo di servizi, di prodotti, di tecnologie, allora cammina rasente il muro.

Se ti parlano di valori, di loro, di te, allora rilassati, sei nel posto giusto: www.desidera-re.it/chi-siamo

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