Alla domanda: “Siete tornati dalle vacanze?”, ci sono almeno 42 risposte. Per semplicità, nonché spazio, le semplificheremo ora in due gruppi:

  1. quelli che dicono di no perché in vacanza non ci sono andati (proprio o ancora);
  2. e gli altri.

Per tutti, al di là del preambolo giusto un filo fuorviante*, la riflessione che vogliamo proporvi riguarda il tempo, ma non in senso atmosferico – che i post sul caldo hanno superato il limite- quanto piuttosto come spazio durante il quale fare delle cose.*

Ferie o non ferie, anche per chi è rimasto nella city, il mese di agosto dà infatti più tempo.

Per esempio, in queste ultime settimane, può darsi che voi abbiate avuto modo di fare due chiacchiere con il resto del branco e magari, fra gli argomenti di conversazione, sia saltato fuori anche quel sogno di comprare casa che una volta avevate nel cassetto.

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Ve lo ricordate, quel sogno?

Quello che dal cassetto, poi, per una serie di ragioni fra le quali la prole (umana, animale, professionale, auto-prodotta e/o acquisita), le tasse, l’instabilità del mercato, le scie chimiche* e la fine del mondo annunciata nel 2012 e da lì in poi rimandata, avete spostato dal cassetto in garage, e dal garage alla soffitta di zia?*
Ecco, circa quel sogno, c’erano delle domande alle quali non solo non avevate risposta, ma che erano così nebulose da non poterle nemmeno formulare.

  • Uno dei due che voleva una cabina armadio da 80 metri quadri (non necessariamente lei);
  • l’altro che sognava una parete da bricoleur (non per forza lui);
  • chi voleva il giardino, però in centro, magari con un bel cedro del Libano e due palme (a Milano);
  • chi voleva una grotta tutta sua (tipo Batman) anche piccola, nella quale rifugiarsi e sentire la mancanza della controparte ma non aveva il coraggio di chiedere;
  • chi si preoccupava dei soldi da spendere e chi di quelli da risparmiare…

Ora, mentre fa ancora caldo (pure troppo) ma il ricordo della pausa estiva non se ne è andato del tutto, mentre stanno per arrivare i funghi, la polenta, e la nebbia in tangenziale, può darsi che sia il momento giusto per andare a trovare la zia e tirare fuori il sogno.
«E i dubbi?», potreste dire voi.

«E le domande inespresse?»

«Le differenze tra quello che forse voleva uno e quello che voleva il resto del branco, gatto incluso?»

Niente paura. A quelli ci pensiamo noi: property finder per vocazione, tradizione, esperienza e metodo.

Al di là delle parole (sulle quali torneremo next week), il nostro mestiere è fatto di ascolto.

Ma l’ascolto nel quale ci siamo specializzati in due decadi di professionalità, è un tipo di ascolto quasi medianico, ai confini con la magia.
Non occorre che siate voi, fin da subito, ad avere le idee chiare, o chiarissime, perché il mestiere di un bravo property finder è anche aiutarvi a stabilire le priorità (fra cabina armadio e stanza per i figli, per esempio, ma non solo).

Ecco perché con noi i dubbi spariscono e la vita si semplifica.


*scherziamo

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